Teresa Ancona e il messaggio de “L’orto simbolico”: un viaggio tra miti, astrologia e spiritualità

Il libro intreccia astrologia, miti e archetipi, strumenti preziosi per comprendere noi stessi, l’ambiente e le relazioni

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Teresa Ancona, guida turistica e traduttrice bitontina, dopo aver conseguito le lauree in lingue e beni culturali, ha intrapreso il percorso dell’astrologia junghiana che l’ha portata a diventare counselor olistica e astrotarologa. Grazie all’intreccio di questi saperi ci presenta il suo ultimo libro: L’orto simbolico: Taccuino intimo di appunti e spunti astrologici.

A BitontoLive racconta: «Tutto è iniziato quando ho ascoltato una conferenza tenuta da Lidia Fassio, che è diventata la mia prima insegnante. Parlava di un antico strumento che ci permette di scoprire chiavi di autoconoscenza profonda, un’astrologia che si applica allo studio psicologico e caratteriale, ma anche agli eventi e all’energia che ci circondano».

«Il mio percorso di studi – aggiunge – ha influito tantissimo su tutto questo. Vengo da una formazione classica che si è rivelata una preziosa risorsa. Mi ha dato la capacità di comprendere meglio tutto ciò che leggevo e ascoltavo. Per esempio, nel mio libro c’è una disamina linguistica che può sembrare leggera e scherzosa, ma è frutto di studi approfonditi di linguistica e semantica, che si sono rivelati perfettamente in sintonia con questa scoperta. Da guida turistica abilitata, quando accompagno le persone in siti storico-artistici, noto gli acclarati collegamenti tra questi luoghi e la sapienza astrologica antica. Tutto è collegato».

Ma dove nasce l’idea de L’orto simbolico? «Nasce dall’ispirazione del momento, come un soliloquio o un diario personale, una necessità di mettere per iscritto i miei pensieri. Considero ogni creatura vivente – spiega – come seme e frutto contemporaneamente, riflettendo le fasi della vita e i momenti della giornata in cui possiamo essere più di una cosa. Ho immaginato un orto come qualcosa che ci nutre, che si offre e si incarna in noi. Ogni fiore, ogni profumo ha un significato profondo. È il mio contributo per onorare gli studi e farli arrivare in modo confidenziale, per incuriosire il lettore a materie imprescindibili che ci appartengono nel profondo, che sono ancestrali in noi».

«Oltre a esplorare i rami dell’astrologia – aggiunge – uno dei temi che mi affascina di più riguarda i miti. A partire dalla Bibbia, i racconti e i miti rimandano a significati archetipici che ci attraversano di epoca in epoca e che ricorrono in ogni cultura. In uno dei miei percorsi di tarologia, l’insegnante ci ha consigliato di studiare la Bibbia, due cose che, a prima vista, sembrano distanti. Ad esempio, la carta numero 14 dei Tarocchi, la Temperanza, richiama iconograficamente il simbolo dell’Acquario, con cui condivide il significato di guarigione. Questo mi ha fatto pensare a ciò che Gesù diceva riguardo a un’epoca illuminata: “tornerò con una brocca in mano”. È un filo rosso molto interessante e arricchente che collega la spiritualità e l’astrologia».

Parlando di astrologia, anche se diversa da quella occidentale in cui è formata, per lo zodiaco cinese segna da poco l’inizio dell’anno del Serpente. «È un simbolo molto potente. Questo animale rappresenta un’energia che, per noi occidentali, è meno conosciuta ma ha radici molto profonde. È un simbolo della Kundalini, quell’energia che scorre lungo la colonna vertebrale, come una forza che si risveglia. La colonna vertebrale è una scala d’oro, con 33 vertebre, tante quante gli anni di Cristo. Un collegamento che non possiamo ignorare. Questo è anche l’anno di Marte, in termini occidentali, un anno di fuoco, energia e passione. Il serpente è fuoco: ci scalda, ci dà vita, proprio come l’energia di Marte. E c’è anche una connessione profonda con l’osso sacro, che prende questo nome proprio per un motivo simbolico. L’osso sacro è il punto di partenza per l’energia che si attiva nei primi chakra, quella che permette di rinnovarci e crescere spiritualmente», spiega Teresa Ancona.

«Quando il libro è stato pubblicato, è stata una gioia immensa – confida l’autrice – ma anche un’emozione forte. Sono un po’ timida, quindi fa sempre un certo effetto aprirsi. Vuol dire anche scoprirsi, mettersi a nudo e farsi un po’ bersaglio. C’è sempre il timore che la propria creatura non venga compresa o accolta come si spera. Ma alla fine mi sono rilassata, perché ho dato voce e passione a una materia che amo davvero. Il mio intento è sempre stato quello di trasmettere la mia esperienza in modo semplice, alla portata di tutti, senza pretese didascaliche. Voglio che il lettore si senta coinvolto, che possa capire e apprezzare, senza sentirsi sopraffatto da termini tecnici o concetti complicati».

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