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Lotta alla dispersione scolastica, per Bitonto 607.521 euro dal Pnrr

Mariella Vitucci
Classe vuota
Fondi destinati a tre istituti: Volta-De Gemmis, Vitale Giordano e liceo Sylos. Ma come verranno spesi?
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Mette insieme bocciature, ripetenze, frequenze irregolari e abbandoni. La dispersione scolastica è il termometro degli insuccessi a scuola ma anche di un disagio sociale che in Puglia è preoccupante. Secondo il rapporto Openpolis 2020, la nostra è stata la quarta regione d’Italia per tasso di abbandono dopo Sicilia, Campania e Calabria (tutte meridionali), con il 15,6% di ragazzi che hanno gettato la spugna prima di concludere il percorso di studi. Tra i capoluoghi, il dato sale al 17,4% a Bari e addirittura al 28% ad Andria. Numeri allarmanti, se si considera che l’Unione Europea aveva fissato il tetto degli abbandoni al 10%.

E se guardiamo alla platea degli iscritti al prossimo anno scolastico, non c’è da stare allegri: 11.232 alunni in meno. Calo di 4.391 studenti nelle province di Bari e BAT, di 2.070 nel foggiano, 1.714 iscritti in meno in provincia di Lecce, 1.654 in meno nel tarantino e calo di 1.403 alunni in provincia di Brindisi. La denatalità non è la sola causa, si allarga il numero dei “neet”giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non hanno lavoro: nel 2019 quasi il 30% (29,7%) dei ragazzi pugliesi si trovava in questa condizione, e la situazione è peggiorata con la pandemia.

Per contrastare dispersione scolastica e povertà educative, c’è una specifica azione prevista dal Pnrr che, complessivamente, ha destinato all’Italia un miliardo e mezzo di euro con l’obiettivo di recuperare 820mila ragazzi. Con il decreto del 24 giugno scorso il Ministero dell’istruzione ha sbloccato i primi 500 milioni. «Si tratta di un finanziamento molto importante – ha evidenziato il ministro Bianchi – che mette al centro i più fragili e che ci aiuterà a costruire una scuola più aperta, inclusiva e affettuosa. Prenderemo per mano quelle ragazze e quei ragazzi che, molto spesso per motivi socio economici, hanno difficoltà nella prosecuzione del loro percorso di studi e per questo rischiano di lasciare precocemente o, purtroppo, lo fanno».

Il 51% di questi fondi è stato destinato alle scuole del sud. Alla Puglia oltre 43 milioni. Per Bitonto lo stanziamento complessivo è di 607.521 euro, suddivisi fra l’istituto Volta-De Gemmis (270.015 euro), l’ite Vitale Giordano (197.716 euro) e il liceo Sylos (139.790 euro).

Al netto dei refusi rilevati negli elenchi dell'allegato al decreto (errori nei codici meccanografici e nelle province indicate per alcune scuole), è polemica per l’assegnazione del finanziamento a prescindere dalle richieste delle scuole. Il decreto chiarisce che le risorse sono state ripartite su base regionale, secondo precisi criteri calcolati sugli ultimi dati Istat disponibili a livello regionale: una quota del 65% in base al tasso di uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione nella fascia d’età 18-24 anni;  il 20% in base al numero di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della regione di riferimento; il 5% in base al tasso di presenza della popolazione straniera; un altro 5% secondo il tasso di popolazione priva di diploma di scuola secondaria nella fascia d’età 25-64 anni; un ultimo 5% in base al tasso di famiglie con cinque o più componenti.

Il fondo che spetta a ciascuna regione è stato poi ripartito fra le diverse scuole tenendo conto soprattutto della dispersione “implicita” misurata in base alla percentuale di studenti che in italiano e matematica ha conseguito un risultato molto basso nelle prove Invalsi.

“I principali obiettivi degli interventi attuati dalle istituzioni scolastiche – si legge nel decreto ministeriale – sono il potenziamento delle competenze di base a partire dal primo ciclo, con particolare attenzione alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti, che presentino fragilità negli apprendimenti, secondo un approccio di tipo preventivo dell’insuccesso scolastico, il contrasto alla dispersione scolastica, tramite un approccio globale e integrato che valorizzi la motivazione e i talenti di ogni discente Ministero dell’Istruzione all’interno e all’esterno della scuola, in raccordo con le risorse del territorio, il miglioramento dell’approccio inclusivo della didattica curricolare ed extracurricolare delle istituzioni scolastiche in un’ottica di personalizzazione dell’apprendimento”.

Quanto ai criteri di spesa, il decreto ministeriale precisa che “le istituzioni scolastiche beneficiarie, nel rispetto dell’autonomia scolastica e dei milestone e target del Pnrr e della relativa normativa, promuovono attività di co-progettazione e cooperazione fra la scuola e la comunità locale, valorizzando la sinergia con le risorse territoriali sia istituzionali (servizi sociali e sanitari, del lavoro, della giustizia minorile, di orientamento e formazione professionale…) che del volontariato e del terzo settore, per migliorare l’inclusione e l’accesso al diritto allo studio a tutti, attraverso la progettazione e la realizzazione di opportunità di potenziamento delle competenze anche all’esterno della scuola, che dovranno essere valorizzate con una piena integrazione del percorso curricolare con le attività extracurricolari e con la valutazione degli apprendimenti”.

Ma nel provvedimento mancano indicazioni precise sulle modalità d’impiego delle risorse, su eventuali vincoli, sull’ammissibilità delle spese per il personale, per la formazione, per esperti esterni, per investimenti, sui tempi e le modalità di rendicontazione delle spese. Indicazioni importanti, senza le quali le scuole brancolano nel buio. I soldi stanziati sono certamente manna dal cielo, ma come spenderli perché servano davvero a contrastare la dispersione scolastica?

 

martedì 28 Giugno 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 16:21)

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