Cultura

Giuliana Galati e Laura Marchetti a Bitonto per “La voce delle donne”

Marco Lovero
Inaugurazione "La voce delle donne" nella Sala degli Specchi
BitontoLive ha intervistato la ricercatrice e l'antropologa in occasione dell'inaugurazione della neonata associazione presentata da Cecilia Petta
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Due ospiti d’eccellenza per il battesimo del “La voce delle donne”: Giuliana Galati, ricercatrice in fisica delle particelle e membro del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, e Laura Marchetti, antropologa e autrice di saggi e libri a sostegno dell’emancipazione femminile e della tutela dell’ambiente.

La neonata associazione bitontina, presenatata lunedì scorso nella Sala degli Specchi da Cecilia Petta, punta ad “educare alla cittadinanza globale e promuovere processi di emancipazione e azioni di difesa dei diritti, unendo le diverse lotte di progresso umano e di libertà, per attuare cambiamenti nella società”.

Galati e Marchetti, nei loro interventi, hanno ripercorso il ruolo delle donne nella storia e nel mondo accademico, evidenziando diversi aspetti della società contemporanea che possono influenzare importanti scelte della vita: dal bilancio di genere diametralmente opposto nelle facoltà umanistiche rispetto a quelle scientifico-tecnologiche alle differenti tempistiche dei ricercatori di diverso sesso; dai pregiudizi e gli stereotipi che si riflettono sui giochi per i più piccoli ai personaggi di film e serie tv che rispecchiano i canoni imposti dalla società.

Importante è stato anche il confronto sull’inclusione nella lingua che «a causa del patriarcato – ha sottolineato Laura Marchetti – ci costringe ad usare un linguaggio ostile, quasi militare: ecco quindi che usiamo parole come eroe, sospetto, muro, nemico».

 

A margine dell’inaugurazione, BitontoLive ha approfondito i temi di riflessione con le illustri testimoni.

 

Quali possono essere le giuste scelte per creare una società nel rispetto della parità di genere?

Alla domanda ha risposto Laura Marchetti: «Più che in termini di parità, penso in termini di differenza di genere. Le donne devono riscoprire la loro maternità, usandola per arricchire il loro punto di vista e generando, anche grazie al confronto, il cambiamento. Dobbiamo ricordare il ruolo che le donne hanno avuto nella storia e nella società, svolgendo la funzione di custodi di storie, tradizioni, costumi: erano protettrici della cultura».

 

Quali sono gli effetti negativi del patriarcato sugli uomini?

«Considerando gli ultimi drammatici sviluppi – è la riflessione della professoressa Marchetti il primo effetto negativo è la guerra fra Russia e Ucraina in cui sempre più giovani, da entrambi i fronti, stanno perdendo la vita. Ma cos’è la guerra? È un sistema barbaro del patriarcato in cui l’anziano si libera dei giovani».

 

In un mondo sempre più virtuale, astratto e immateriale, quanto è importante riallacciare il rapporto con la natura e con il territorio?

«Ritrovare il rapporto con la natura è ora più che mai fondamentale. Bisogna riacquisire la consapevolezza del locale e riscoprire il senso di comunità e di confronto, che non deve essere virtuale ma anzi deve basarsi sulla “piazza” e sull’incontro. Deve esserci un ritorno alla materia»: questo il monito di Laura Marchetti.

 

Perché è importante superare il bilancio di genere?

«Il bilancio di genereha rimarcato Giuliana Gaaltiapre in realtà un dibattito più ampio: quella di compiere alcune scelte di vita rispetto ad altre, come se fossimo “segnati alla nascita” e obbligati a rispettare le linee guida imposte dai canoni della nostra società. Dobbiamo invece capire che la diversità arricchisce e lavorare in sinergia in questo contesto aumenta le possibilità di successo. Superarlo inoltre farebbe diminuire le percentuali di abbandono della carriera accademica e lavorativa».

 

Quanto è importante rivedere il nostro linguaggio?

«La revisione del linguaggio appare molto importante e certo non è una battaglia che ci distoglie da altre importanti sfide. Dobbiamo capire il perché del mancato uso di determinati termini declinati al femminile, specialmente in determinati ambienti come quello universitario, spesso visti come sminuenti».

 

venerdì 15 Aprile 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 16:42)

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