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Discarica Fer.Live, lettera aperta di Sinistra Italiana a Confindustria Bari e BAT

La Redazione
Il sito individuato per la discarica Fer.Live
Contestate le osservazioni inviate alla Città Metropolitana di Bari sul processo amministrativo per il rilascio dell'AIA
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Sinistra Italiana Bitonto – in una lettera aperta a Confindustria Bari e BAT – contesta la nota di osservazioni che l’associazione degli industriali ha presentato nell’ambito dell’iter amministrativo in capo alla Città Metropolitana di Bari, per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione della discarica Fer.Live nelle campagne di Bitonto.

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Di seguito il testo della lettera aperta.

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È un fatto insolito e anomalo, la presentazione di osservazioni da parte di Confindustria nell’ambito del procedimento amministrativo per il rilascio dell’AIA per la costruzione e realizzazione della discarica Fer.Live in località Colaianni in agro di Bitonto.

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Confindustria, come d’altronde tutto il partenariato economico sociale, viene invitata ad esprimere osservazioni nell’ambito delle attività di programmazione e pianificazione in tutte quelle materie con impatto finanziario e sociale che rivestono a seconda dei livelli carattere nazionale, regionale, provinciale e comunale. È questo singolare interesse che ci ha spinto ad analizzare la nota di osservazioni che la Sezione Energia, Ambiente e Utilities di Confindustria ha presentato alla Città Metropolitana di Bari il 28 gennaio scorso.

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Preliminarmente, è opportuno evidenziare che il Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali (cosiddetto PGRS) adottato con delibera di Giunta regionale n. 1908 del 25 novembre 2021 e ancora in procedura VAS, come anche il vigente PGRS, prevedono obiettivi specifici per:

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  • incentivare la pratica del riutilizzo;
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  • promuovere investimenti in termini di ricerca e/o sviluppo di sistemi di riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti e il recupero di materia dagli stessi;
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  • creare una rete integrata di impianti per il trattamento, recupero e lo smaltimento di specifiche tipologie di rifiuti;
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  • smaltire i rifiuti in uno degli impianti appropriati più vicini al luogo di produzione, limitandone la movimentazione;
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  • conseguire, a livello regionale, l’autosufficienza impiantistica per il recupero e lo smaltimento, contribuendo alla realizzazione di tale obiettivo su scala nazionale.
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Tali obiettivi sono anche quelli che la vicepresidente di Confindustria ha enunciato nell’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica il 29 giugno 2020. La vicepresidente, in questo articolo, asseriva: “La sostenibilità deve essere vissuta come opportunità e non come un onere o un vincolo di legge. Difficile pensare che una buona salute possa prescindere da un ecosistema di qualità. Anzi, la prevenzione del rischio sanitario potrebbe essere un incentivo ad innalzare i livelli di sostenibilità e a creare nuove specializzazioni e filiere Made in Italy. Come hanno già dimostrato molte aziende in queste settimane”.

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Pertanto promuoveva il modello Treviso per eliminare le discariche creando filiere industriali di recupero dei materiali, il riciclo dei materiali, ovvero adeguando la gestione dei rifiuti massimizzando il recupero.

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Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, invece, nella citata nota del 28 gennaio 2022 ritiene che il miglioramento e il potenziamento del ciclo di gestione dei rifiuti della Puglia si possa ottenere con la “realizzazione di un nuovo impianto di discarica di rifiuti non pericolosi” in quanto l’incremento della produzione dei rifiuti e dell’export grazie alla ripresa dei lavori “potrebbe essere frenata a causa della diminuzione degli impianti di trattamento nella Regione”. Ciò detto, è opportuno sottolineare che il ciclo produttivo ipotizzato per la discarica Fer.Live è costituito dal solo smaltimento e non certo dal trattamento finalizzato al recupero.

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Ma quello che preme smentire è l’asserzione circa la carenza di discariche per rifiuti speciali nella nostra Regione. Sono 7 quelle in esercizio di rifiuti speciali non pericolosi, in cui è possibile conferire gli stessi identici codici dei rifiuti richiesti dalla società Fer.Live. Ciò che è invece vero, è la carenza di impianti di trattamento e recupero dei rifiuti come auspicato dalla stessa Confindustria nazionale.

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La Puglia soffre l’ assenza di nuovi imprenditori che investono i loro capitali nella filiera del recupero dell’end of waste e del riciclo.

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La gestione dei rifiuti speciali è un onere a carico dei privati e non certo dello Stato o della Regione. Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani dovrebbe spiegare, prima ai propri organi nazionali e poi alla cittadinanza bitontina, perché sostenere la realizzazione di una ulteriore discarica in cui smaltire rifiuti speciali quando la produzione in Puglia è assolutamente compatibile con le volumetrie residue delle discariche esistenti (due di esse appartenenti allo stesso gruppo imprenditoriale della Fer.Live), anziché promuovere start up per la realizzazione di impianti di trattamento e recupero dei medesimi rifiuti speciali.

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I soli rifiuti caratterizzati dai codici EEE 19 05 01 e 19 05 03, tra quelli richiesti dalla Fer.Live, sono destinati esclusivamente allo smaltimento. Eppure, non possono sfuggire a Confindustria le disposizioni normative nazionali e comunitarie che impongono a partire dal 2030 il divieto di conferire in discarica tutti quei rifiuti che altrimenti potrebbero essere trattati e recuperati come end of waste (materie prime seconde). Allora qual è la verità? Si abbia, invece, l’onestà intellettuale di sostenere che i rifiuti da conferire nella discarica sono anche quelli rivenienti dalle attività imprenditoriali extraregionali, in barba al principio di prossimità tanto evocato.

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In conclusione, sarebbe opportuno che Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani riveda le proprie osservazioni in merito alla vicenda Fer.Live. Osservazioni in palese conflitto con i buoni propositi di Confindustria nazionale. Bene farebbe, invece, Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, a sostenere quegli imprenditori che vogliono investire nella chiusura del ciclo dei rifiuti differenziati mediante la realizzazione, lì dove consentito, di impianti di trattamento e recupero con produzione di end of waste (materie da rifiuto).

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mercoledì 16 Febbraio 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 17:00)

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