Attualità

Un pezzo di storia di Mariotto: Michele De Palma ricorda Damiano Pasculli

Annarita Cariello
Michele De Palma
Il 72enne maestro del lavoro, che attraverso i social mette in luce la storia e le tradizioni del territorio, rievoca la figura dello storico mariottano scomparso da quasi due mesi
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«Damiano Pasculli era molto legato alla sua gente. Gli piaceva ricordare le usanze contadine, i riti religiosi, gli aneddoti che vedevano come protagonisti alcuni compaesani; conosceva i nomi di tutte le contrade intorno all’abitato di Mariotto. E su tutto questo andava a fondo nelle sue ricerche, che si sono spinte fin negli archivi napoletani». Comincia così, con una sfumatura di malinconia, il ricordo che Michele De Palma, 72enne mariottano d'origine e bitontino d'adozione, ha voluto dedicare alla memoria dello storico Damiano Pasculli, scomparso poco meno di due mesi fa all’età di 79 anni.

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De Palma, che nel 2016 ha ricevuto la Stella del Lavoro dopo 35 anni di servizio all’Anas, ha da sempre mostrato un particolare attaccamento alle tradizioni e ai ricordi del suo “paesello” d'origine, Mariotto, che si sono tramutati, negli anni, in un costante aggiornamento della sua pagina facebook con foto e aneddoti della frazione. Un continuo rewind, frutto di un amore sviscerato per la sua terra, che lo ha connesso in maniera indissolubile alla figura dello storico Pasculli, di cui quasi quotidianamente condivide sui social spezzoni di volumi e di vita vissuta.

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Per questo abbiamo chiesto a lui, che negli anni si è sempre impegnato socialmente per la valorizzazione di Mariotto (anche contribuendo alle attività del famoso centro polivalente La Chimera, noto soprattutto per la realizzazione del presepe vivente) di condividere con i lettori di BitontoLive.it il ricordo di uno studioso che per Mariotto ha fatto tanto.

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«Quando lo incontravo a Bitonto, dove risiedeva dopo il matrimonio con la sua Lina – rievoca De Palma – aveva sempre qualcosa di nuovo da raccontarmi, una nuova scoperta trovata nei polverosi atti notarili del passato. La storia del nostro piccolo villaggio era diventata il suo pensiero fisso ed era piacevole ascoltarlo mentre si perdeva nei ricordi, spiegando minutamente come un tempo si aspettava l’arrivo del Natale, come avveniva la mietitura, la raccolta delle mandorle, la vendemmia». 

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E aggiunge: «Tutto questo, poi, l’ha condensato nei suoi libri; libri che andrebbero studiati nelle scuole di Mariotto, per conoscere le origini del nostro piccolo borgo, le famiglie che hanno costituito il primo nucleo, gli usi e costumi contadini di un tempo che rischiano di essere dimenticati e che costituiscono le fondamenta del nostro presente». Pasculli ha scritto diversi libri sulle tradizioni popolari di Mariotto e sul culto del Santi Medici a Bitonto: è del 1989 il primo libro “Mariotto toponomastica”, mentre nel 1997 ha pubblicato “Mariotto – Territorio e Società”. Gli ultimi due volumi, invece, “Mater dolorosa – Mariotto, storia di una chiesa e di una comunità” e “I Santi Cosma e Damiano nella Storia” sono rispettivamente del 2006 e del 2018.

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«A me piace ricordarlo anche come dirigente di quella squadra di calcio in cui disputai alcuni campionati Figc degli anni 70 del secolo scorso, insieme a Franco Altamura, Sabino Piscopo, Michele Prisciandaro, Peppino Moretti, Vito Tatoli e altri», ricorda De Palma. E conclude: «Lo confesso, come mariottano ho un grande, enorme rimpianto: quello di non aver mai organizzato un incontro pubblico di Damiano nel suo paese. Per parlare deli suoi libri, che erano stati la conseguenza del suo smisurato amore per Mariotto. E oggi me ne pento».

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Recentemente, proprio sul suo profilo facebook, De Palma ha condiviso alcuni stralci dei libri di Pasculli, che ritraggono vere e proprie fotografie di un passato recente che però sembra lontano ormai anni luce.

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Ad esempio, dal volume "Mariotto – Territorio e Società", De Palma ha postato un aneddoto inerente l'origine e l'evoluzione della posta e del telegrafo nella frazione: "Fino al 1897 il servizio postale tra Bitonto, Palombaio e Mariotto era espletato dalle guardie campestri sotto la diretta vigilanza del loro capo. In data 12 novembre 1897, dopo una lunga corrispondenza tra l’Amministrazione comunale di Bitonto ed il Ministero delle Poste e Telegrafi, venne istituito il servizio postale giornaliero con le frazioni; la corrispondenza arrivava a Palombaio e proseguiva per Mariotto la mattina successiva. Dal 10 gennaio 1900 il servizio giornaliero fu prolungato fino a Mariotto. Il Comune, nel precedente mese di luglio, aveva provveduto a collocare a Mariotto una cassetta metallica per la posta con prelievo giornaliero".

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Particolarmente caratteristico anche il racconto che Pasculli faceva della nascita della pubblica illuminazione nella frazione, anche questo condiviso da De Palma sui social: "La pubblica illuminazione era costituita dalle «lambàre» (lampare). L’addetto sorvegliava la riserva di petrolio di ogni lampada e provvedeva all’accensione e allo spegnimento rispettivamente dopo il tramonto e prima dell’alba. Nel 1927 a Mariotto fu realizzata la centrale termica, alimentata con olio combustibile. Nello stesso anno fu stipulato uno schema di contratto con la Società Elettrica di Mariotto (Martucci, Ciocia e Bonghi) per la fornitura di energia elettrica di 120 volt, destinata sia per l’uso privato che pubblico di Mariotto e Palombaio. Tale servizio venne a cessare nel 1941 a causa della non disponibilità dell’olio combustibile importato dall’Inghilterra, quale conseguenza della Seconda guerra mondiale".

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Infine, citando uno spezzone da "Mater Dolorosa" che Pasculli pubblicò nel 2008,  De Palma ha voluto ricordare la costruzione della chiesa, l'unica della frazione, dedicata proprio alla Vergine Addolorata.

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"In data 1 luglio 1897 il vescovo Tommaso De Stefano benedisse e posò la prima pietra per la costruzione della chiesa nel villaggio di Mariotto. L’incremento demografico per le nuove nascite e l’arrivo di nuove famiglie aveva reso ormai indispensabile la costruzione di una nuova e più ampia chiesa che sostituisse la precedente cappella. Il terreno fu donato da Donna Carmela Gentile nel marzo 1897 con il consenso del marito Emanuele Sylos Labini. Fu lo stesso vescovo a farsi carico delle spese di costruzione e accettò che la chiesa fosse dedicata all’Addolorata, nonostante che la santa Patrona di Bitonto, di Santo Spirito (allora frazione di Bitonto) e di Palombaio fosse l’Immacolata. Se il vescovo De Stefano si assunse l’onere dell’ingente spesa, è vero che anche i mariottani, tra il 1897 e il 1899, parteciparono alla costruzione con enormi sacrifici e grande entusiasmo. I lavori furono ultimati e collaudati agli inizi del 1904. Con grande solennità e profonda commozione il vescovo Pasquale Berardi, che aveva degnamente proseguito l’opera del suo predecessore, in data 4 febbraio 1905 consacrò l’altare maggiore in onore di San Michele e dei Santi Martiri Bartolomeo apostolo e Caterina vergine, le cui reliquie vennero incluse in una teca depositata nello stesso altare. Successivamente lo stesso vescovo, in data 17 maggio 1911 concesse l’elevazione della chiesa di Mariotto a Parrocchia Autonoma”.

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sabato 15 Gennaio 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 17:10)

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