Crisi dell’olio, il Pd di Bitonto porta la protesta a Bruxelles: interrogazione alla Commissione europea

Bonaccini, Tramacere, Nardella e Laureti chiedono l’attivazione della riserva agricola europea per sostenere il comparto olivicolo

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La crisi del settore olivicolo-oleario approda nuovamente all’attenzione delle istituzioni europee. Dopo le manifestazioni degli agricoltori e le richieste di intervento avanzate dal territorio, quattro europarlamentari del Partito Democratico hanno presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere misure urgenti a sostegno dei produttori italiani, a partire dalla possibile attivazione della riserva agricola europea.

L’iniziativa porta le firme di Stefano Bonaccini, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Georgia Tramacere, Dario Nardella e Camilla Laureti e trova il pieno sostegno del Partito Democratico di Bitonto, che sottolinea l’importanza di trasferire nelle sedi istituzionali le preoccupazioni di un comparto strategico per l’economia pugliese.

Al centro dell’interrogazione c’è una situazione che, secondo i dati ICQRF richiamati dai parlamentari, presenta segnali preoccupanti. Al 31 luglio 2026 le giacenze di olio d’oliva in Italia hanno raggiunto circa 233mila tonnellate, con un incremento superiore al 40% rispetto all’anno precedente. Un accumulo di prodotto che si accompagna alla diminuzione dei prezzi riconosciuti ai produttori, mentre continuano a pesare i costi dell’energia, dei fertilizzanti e della gestione delle aziende agricole.

Una combinazione che rischia di mettere in difficoltà soprattutto le realtà produttive più fragili, fino a rendere economicamente sconveniente la raccolta delle olive.

Per questo i quattro europarlamentari chiedono alla Commissione europea di spiegare le ragioni per cui non ritiene ancora sussistenti le condizioni per attivare la riserva agricola e di indicare quali interventi intenda adottare, e con quali tempistiche, per impedire un ulteriore aggravamento della crisi in vista della campagna olivicola 2026-2027.

Per il Pd di Bitonto, l’iniziativa rappresenta anche un primo riscontro politico alla visita compiuta pochi giorni fa da Bonaccini nella città dell’olio, insieme al deputato Marco Lacarra. Un’occasione durante la quale l’europarlamentare ha incontrato gli operatori del comparto, ascoltandone direttamente difficoltà e richieste.

Il circolo democratico evidenzia inoltre il ruolo di Georgia Tramacere, sottolineando l’importanza di una rappresentanza pugliese capace di mantenere un collegamento diretto tra le esigenze delle imprese agricole locali e le decisioni assunte a Bruxelles.

L’interrogazione si inserisce in una fase di forte mobilitazione degli olivicoltori. Nei giorni scorsi, circa duemila persone hanno partecipato a Bari a una manifestazione per chiedere il riconoscimento dello stato di crisi e l’adozione di misure straordinarie a tutela del settore. Una protesta che ha dato visibilità alle difficoltà degli agricoltori pugliesi, alle prese con margini sempre più ridotti e crescenti incertezze sul futuro delle proprie attività.

Anche sul piano nazionale la questione è arrivata in Parlamento, grazie all’iniziativa del deputato democratico Marco Lacarra, che ha portato le istanze degli olivicoltori all’attenzione della Camera.

Il Partito Democratico di Bitonto considera questi passaggi parte di un’unica azione politica e istituzionale, nella quale le mobilitazioni dei produttori devono trovare riscontro a livello locale, regionale, nazionale ed europeo.

Per un territorio come Bitonto, dove l’olivicoltura costituisce una delle principali espressioni dell’economia e dell’identità cittadina, la posta in gioco va oltre l’andamento di una singola campagna agricola. La progressiva perdita di redditività rischia infatti di compromettere la tenuta delle aziende e la continuità di un’attività tramandata da generazioni.

Da qui l’appello dei democratici a non limitarsi alle dichiarazioni di sostegno, ma a tradurre l’attenzione politica in provvedimenti tempestivi e strumenti economici adeguati.

L’interrogazione europea rappresenta dunque un nuovo passaggio della vertenza, ma non ancora una risposta alla crisi. Il nodo decisivo resta quello degli interventi effettivamente adottati per sostenere i produttori e salvaguardare un comparto che, soprattutto in Puglia, costituisce una componente essenziale dell’economia agricola.

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Commenti

  • Ignazio (utente non verificato)

    strategia giusta ed intelligente. così bisogna fare…recarsi ai luoghi di comando e non bloccare chi lavora come gli agricoltori e tutti coloro che operano nell’indotto