La sottosegretaria Sandra Savino a Bitonto sulle tracce di suo nonno

Un passaggio istituzionale ma anche affettivo per la componente del Governo
La Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Sandra Savino, è stata ieri in visita istituzionale al Comune di Bitonto, accolta a Palazzo Gentile dal sindaco Francesco Paolo Ricci e dai rappresentanti delle istituzioni territoriali.
«Desidero ringraziare il sindaco Ricci per l’accoglienza e per questa occasione di incontro con una comunità ricca di storia, identità e vitalità civica», ha dichiarato la sottosegretaria Savino.
«Bitonto – ha aggiunto – rappresenta una realtà importante della provincia di Bari e conferma il ruolo centrale che i Comuni svolgono nella vita democratica, economica e sociale del Paese».
Nel corso dell’incontro, la sottosegretaria ha sottolineato l’importanza del rapporto tra Stato ed enti locali, evidenziando come «finanza locale, investimenti, capacità amministrativa e qualità dei servizi siano elementi decisivi per accompagnare la crescita dei territori».
«I Comuni sono il primo luogo in cui i cittadini incontrano le istituzioni. È qui che le politiche pubbliche diventano servizi, risposte concrete e opportunità», prosegue Savino. «Dal Ministero dell’Economia e delle Finanze guardiamo agli enti locali come interlocutori essenziali: sostenere i Comuni significa sostenere famiglie, imprese, lavoro e coesione sociale».
La visita a Bitonto ha avuto anche un particolare valore personale per la sottosegretaria, legata alle proprie radici familiari.
«Essere oggi a Bitonto ha per me un significato speciale, perché questa città è legata alla mia storia familiare: qui è nato mio nonno paterno. Ritrovare questi luoghi significa ritrovare una parte delle proprie radici, ma anche ricordare che la politica deve partire dall’ascolto delle comunità, dal rispetto dei territori e dalla responsabilità verso il futuro» ha aggiunto Savino.
«Il Governo è impegnato a coniugare responsabilità nei conti pubblici e attenzione concreta ai bisogni delle comunità locali. La buona finanza pubblica non è un esercizio astratto: significa mettere le risorse dove servono, evitare sprechi, rafforzare i servizi e creare condizioni favorevoli allo sviluppo», ha concluso.
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