Allarme per i pini di via Traiana: «Patrimonio da tutelare»

Verde pubblico

A sollevare il caso sono le associazioni ANPI, Vogliamo Bitonto Pulita, Murgiae e Fare Verde

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Cresce la preoccupazione a Bitonto per il piano di abbattimento di alcuni alberi storici, in particolare dei pini presenti lungo via Traiana, nei pressi del cimitero cittadino. A sollevare il caso sono le associazioni ANPI, Vogliamo Bitonto Pulita, Murgiae e Fare Verde, che in una nota congiunta esprimono «profonda preoccupazione e forte contrarietà rispetto al piano di abbattimenti di alberi storici».

Nel documento, le associazioni pongono l’attenzione soprattutto sulle alberature presenti lungo via Traiana, definite «alberature centenarie che costituiscono un patrimonio ambientale, paesaggistico e storico di valore non riproducibile». Un patrimonio inserito, sottolineano, «in uno dei contesti identitari più rilevanti della città di Bitonto».

Secondo i firmatari del comunicato, via Traiana rappresenta «un asse di straordinario interesse storico-archeologico e paesaggistico», sottoposto alle tutele previste dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio e dagli strumenti regionali di pianificazione paesaggistica. Per questo motivo, il piano di abbattimento «non può essere considerato un ordinario intervento manutentivo», ma «configura un’azione irreversibile che richiede il rigoroso rispetto delle procedure autorizzative, delle verifiche ambientali e dei principi di precauzione previsti dalla normativa vigente».

Le associazioni richiamano anche la normativa nazionale ed europea sulla tutela della fauna e della biodiversità, ricordando che «la Direttiva 2009/147/CE (“Direttiva Uccelli”); la Legge n. 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica; i principi europei e nazionali di tutela della biodiversità e degli habitat naturali» vietano «il danneggiamento dei siti di nidificazione, la distruzione dei nidi e il disturbo delle specie protette durante il periodo riproduttivo».

Nel comunicato si precisa anche che le associazioni «non ignorano, per senso di responsabilità, che i recenti gravi fatti debbano invitare le Amministrazioni ad una riflessione sulla sicurezza delle persone e dei beni collegata alla gestione e manutenzione del verde pubblico». Tuttavia, la gestione del patrimonio arboreo – sostengono – «non può essere affrontata in maniera emergenziale», ma attraverso «monitoraggi periodici; manutenzione ordinaria costante; verifiche fitosanitarie strumentali; corretta gestione agronomica; programmazione urbana sostenibile secondo i Criteri Ambientali Minimi».

Nel testo si evidenzia inoltre come «negli ultimi decenni, l’eccessiva cementificazione e la progressiva riduzione delle superfici permeabili hanno spesso compromesso la stabilità fisiologica delle alberature urbane». E ancora: «Spesso non sono gli alberi che provocano danni, ma chi in maniera inopportuna permette la cementificazione o la messa a dimora in luoghi o con specie non idonee».

Le associazioni chiedono quindi che vengano rese pubbliche «le eventuali perizie agronomiche e strumentali che attestino condizioni di pericolo imminente non risolvibili mediante interventi conservativi», insieme al «nulla-osta della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente», alle autorizzazioni paesaggistiche, alle verifiche faunistiche e al piano comunale di monitoraggio del verde urbano.

In assenza di tali documenti, annunciano che seguiranno «l’iter legale di accesso agli atti della documentazione», auspicando nel frattempo la sospensione di «altri interventi irreversibili».

La chiusura del comunicato è netta: «Gli alberi storici non sono arredo urbano sacrificabile: sono infrastrutture ecologiche, memoria collettiva e patrimonio culturale vivente della città».

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Commenti

  • Giuseppe (utente non verificato)

    Gli alberi dei pini di via Traiana e non solo quelli, sono un grande pericolo per l’incolumità pubblica in quanto sviluppando un apparato radicale molto superficiale, se non ben mantenuti, ai primi venti possono crollare e cadere su qualsiasi oggetto immobile o peggio passanti, vedi incidenti ultimi a Bisceglie, Barletta, Bari, quindi???? Cosa vogliamo? La sicurezza prima di tutto o no?