La lotta di Sofia: il cuore di una famiglia ferito dalla malattia, ma acceso dalla speranza della ricerca

Neonato

L’appello di Davide Sgaramella a contribuire a una donazione che può significare salvezza

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Ci sono storie che riescono a rompere il muro dell’indifferenza e a restituire senso alle parole come “solidarietà” e “speranza”.
Quella di Sofia, una bambina di appena undici mesi di Bitonto, è una di queste.
La sua vita, fatta di sorrisi, carezze e giornate che dovrebbero essere solo gioco e scoperta, è stata sconvolta da una diagnosi terribile: gangliosidosi GM1, una malattia genetica rara che colpisce i bambini nei primi mesi di vita, compromettendo progressivamente le funzioni motorie, cognitive e vitali

A raccontare la battaglia di Sofia e dei suoi genitori è Davide Sgaramella, rappresentante del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Bitonto e Modugno, ma soprattutto parente della piccola e del suo papà Michele. Nel suo appello, scritto con parole semplici ma cariche di emozione, descrive la quotidianità di una famiglia che vive in bilico tra la paura e la speranza.
Anna e Michele, i genitori di Sofia, affrontano ogni giorno la possibilità che la malattia porti via un altro piccolo gesto: un sorriso, uno sguardo, la capacità di muoversi o respirare. Ogni mattina si svegliano chiedendosi se la loro bambina potrà ancora fare ciò che il giorno prima era riuscita a fare.

La gangliosidosi GM1 è una patologia genetica rara e gravissima: priva l’organismo dell’enzima β-galattosidasi, indispensabile per il corretto funzionamento del sistema nervoso. I bambini colpiti, nel giro di pochi mesi, perdono capacità vitali fondamentali.
Nel racconto di Sgaramella, questa malattia non è solo un termine medico, ma una presenza che ogni giorno si insinua nella vita di Anna e Michele, costringendoli a vivere tra lacrime trattenute e momenti di struggente tenerezza.

Eppure, tra le pieghe di questo dolore, non tutto è buio.
Nel suo messaggio, Sgaramella parla di una luce che resiste: quella della Fondazione Telethon, che finanzia la ricerca per le malattie genetiche rare e che, in questo caso, rappresenta una speranza concreta per Sofia.

Telethon sostiene il progetto dal titolo “Evoluzione molecolare di una β-galattosidasi iperfunzionale per la terapia genica in cellule staminali ematopoietiche della gangliosidosi GM1”, guidato dalla dottoressa Poletti dell’Università di Padova.
Il programma, finanziato con 219.370 euro per il triennio 2025-2027, mira a sviluppare una versione potenziata dell’enzima mancante, da inserire nelle cellule staminali del sangue mediante tecniche di terapia genica avanzata.
Una ricerca che, se avrà successo, potrebbe non solo cambiare il destino di Sofia, ma aprire la strada a una cura per molti altri bambini affetti dalla stessa patologia.

Sgaramella definisce questa iniziativa “un miracolo in costruzione”, un progetto che trasforma la scienza in speranza.

Per sostenere questa ricerca, la famiglia ha lanciato la campagna “Sofia, una bimba rara!” sulla piattaforma GoFundMe.

L’iniziativa, organizzata da Francesca Valente con Annamaria Valente come beneficiaria, ha un obiettivo chiaro: raccogliere 16.000 euro, interamente destinati al progetto Telethon.
Ad oggi, grazie all’aiuto di 411 donatori, sono già stati raccolti 14.840 euro, una cifra che testimonia la generosità e la vicinanza di chi, anche solo con un piccolo contributo, ha scelto di stringersi intorno a questa famiglia. Nel messaggio diffuso da Sgaramella, si legge la gratitudine per la solidarietà ricevuta, ma anche l’urgenza di non fermarsi: ogni euro raccolto è un passo in più verso la possibilità di una cura.

Oggi l’appello di Sofia e della sua famiglia è un invito a non voltarsi dall’altra parte.
Chiunque può contribuire alla raccolta fondi su GoFundMe: ogni donazione, anche piccola, è un segno concreto di speranza, un modo per dire a questa bambina che non è sola.

Il dolore di Anna e Michele è immenso, ma ancora più grande è l’amore che li tiene in piedi. E accanto a loro, una comunità intera ha deciso di credere nella ricerca, nella solidarietà e nella possibilità che la scienza riesca a restituire il sorriso a chi l’ha quasi perso.

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Commenti

  • Ignazio (utente non verificato)

    invece di pensare all’ ucraina e a tante missioni inutili all’estero…ecco dove destinare i fondi e non attraverso e soltanto un’elemosina annuale. è uno sfogo di chi fra tanti non hanno il coraggio di scrivere. in bocca al lupo Sofia e tanto coraggio a mamma Anna e papà Michele