U.S. Bitonto Calcio, amore tradito: la rabbia degli ultras e la risposta del presidente Orlino

Stadio Città degli Ulivi

Tra le promesse della politica e la stanchezza di chi vive di passione, ora serve una sola cosa: verità

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C’è una città che non sa ancora se potrà vivere un’altra stagione con la sua squadra. C’è una maglia neroverde che da oltre un secolo rappresenta un’identità, una lotta, un popolo. E c’è una tifoseria, il cuore pulsante della U.S. Bitonto Calcio, che si sente tradita, umiliata, stanca di promesse e silenzi.

Il comunicato del Nucleo Compatto Bitonto 2013 è un urlo rabbioso e struggente, il manifesto di chi non vuole morire nell’indifferenza. Le parole scelte non sono semplici accuse: «Dal 1921, l’unica cosa che conta è la maglia neroverde e che per noi tifosi rappresenta una sindone. Una maglia che negli ultimi anni è stata bistrattata, considerata inutile o presa in giro. Ci ritroviamo ad affrontare un’altra estate di fuoco e a dodici giorni dall’iscrizione al campionato di Eccellenza, non sappiamo neanche se ci parteciperemo».

Il comunicato prosegue puntando l’attenzione sulle responsabilità che, secondo i tifosi, hanno portato a questa situazione: «I principali responsabili sappiamo bene chi sono: il Sindaco Ricci, l’Assessore ai lavori pubblici Santoruvo ed i suoi predecessori. Amministratori pubblici senza competenze, bugiardi, burattini di un clientelismo che soffoca questa città da decenni. Persone volgari, sciatte, che usano il politichese come sistema di difesa credendo di ingannare il popolo, come se loro fossero degli aristocratici».

Uno dei temi centrali resta la questione dello stadio “Città degli Ulivi”, su cui si concentrano parole dure e piene di amarezza: «Siamo lontani da casa nostra da dicembre 2022 e da quel maledetto giorno abbiamo girovagato come dei nomadi, prima al “Rossiello”, poi a Bitetto ed infine a Modugno, con i giocatori che si sono allenati in campi da calcio a 7 e che non riuscivano neanche a farsi una doccia. Siamo lontani da casa nostra per colpa dell’incompetenza dell’ex Sindaco Abbaticchio, dell’ex Assessore allo Sport Nacci, dei vari ingegneri che si sono susseguiti nella progettazione dell’opera di ammodernamento dello stadio ‘Città degli Ulivi’, delle varianti incomplete che renderanno l’impianto bitontino un semplice campo di calcio provinciale più che una struttura pronta per il calcio professionistico».

Il quadro che ne emerge è quello di un’esclusione forzata, di un senso di esilio non solo sportivo ma simbolico. Il comunicato si chiude con una constatazione pesante e una convocazione alla cittadinanza: «Ad accompagnare tutto questo, ovviamente, il mancato interesse degli imprenditori locali che preferiscono investire i loro soldi in altre città o in altre società sportive, una malagestione dell’attuale proprietà che purtroppo ha dovuto fare i conti con una situazione di disagio più grande delle loro tasche e della fine dell’entusiasmo dei tifosi occasionali che ora affollano le tribune di altri stadi. Noi siamo stanchi di tutto questo, di essere all’oscuro di tutto e di non sapere neanche cosa ci aspetta domani. Per questo motivo, il direttivo del Nucleo Compatto Bitonto 2013, invita tutti i tifosi, gli organi di stampa locali e la cittadinanza ad un incontro che si terrà Lunedì 7 Luglio nella sede in via Raffaele Tauro alle ore 17 seguito da un sit-in a Palazzo Gentile».

Nel tardo pomeriggio è giunta anche la risposta della società, attraverso le parole del presidente Antonello Orlino, che ha diffuso una dichiarazione ufficiale rivolta proprio ai tifosi: «Cari tifosi, apprendo con dispiacere e rammarico del comunicato emesso in data odierna, in cui è emersa tutta la vostra legittima frustrazione per la situazione storica sicuramente non idilliaca che stiamo attraversando come US Bitonto Calcio. Probabilmente il silenzio delle ultime settimane è stato frainteso: questo periodo di riflessione ci è servito a capire come andare avanti, con chi, e devo ammettere che in questo l’amministrazione, in particolare il sindaco Ricci, ci ha dato una grossa mano. Negli scorsi giorni abbiamo effettuato assieme a lui e all’assessore Santoruvo un sopralluogo allo stadio ‘Città degli Ulivi’, con l’obiettivo di cominciare la stagione il 30 luglio nel tanto atteso impianto di via Megra».

Il presidente invita la tifoseria a una maggiore coesione in un momento complesso: «Questo non è il momento di ribellarsi, ma quello di unirsi ancora di più, per il bene di chi ancora una volta sta facendo di tutto per dare dignità a questa maglia storica e centenaria. Preferirei che lunedì possiate avere un confronto diretto con me: in questo modo posso spiegarvi davvero come sono andate le cose e cosa stiamo facendo per uscirne fuori».

Infine, Orlino annuncia un nuovo appuntamento aperto alla stampa per fare il punto: «La prossima settimana, inoltre, provvederemo ad organizzare una conferenza stampa per fare il punto della situazione: è giusto che la chiarezza venga messa al primo posto, come ho sempre fatto. Confido in voi e in tutta la maturità e appoggio che ci avete sempre dimostrato».

Quella del Bitonto non è solo una storia di pallone. È una battaglia di dignità, un inno all’appartenenza, una sfida contro l’oblio. Tra le promesse della politica e la stanchezza di chi vive di passione, ora serve una sola cosa: verità. E forse, una nuova unione. La città, la tifoseria, la società: ognuno con le proprie ragioni, con le proprie domande, con i propri silenzi. L’unica certezza resta quella maglia neroverde. E il bisogno di sapere se potrà ancora essere onorata.

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Commenti

  • Pugliese (utente non verificato)

    Questa amministrazione deve andare assolutamente a casa! Facciamo subito una raccolta firme , noi cittadini di bitonto vi abbiamo votato ma avete tradito e fallito in tutto!