Pd, 13-14 giugno il congresso cittadino. Poi l’addio alla sede della “pescara”

Pd, 13-14 giugno il congresso cittadino. Poi l’addio alla sede della “pescara”
Il rinvio della scorsa settimana era dovuto alla concomitanza coi referendum. Martedì prossimo ultimo giorno nell’immobile sul corso che tornerà al Comune
Avrebbe dovuto tenersi nei giorni 6-7 giugno il congresso cittadino del Partito democratico ma, a meno di 24 ore dalla sua celebrazione, il prefetto ne aveva vietato lo svolgimento ritenendo inopportuno autorizzare una manifestazione partitica in un luogo pubblico il giorno prima delle elezioni per i quesiti referendari.
Così il commissario Marco Lacarra ha rinviato tutto di una settimana, programmando lo scontro dialettico e di idee tra i due candidati – Angela Scolamacchia e Nino Colasanto – venerdì 13 e sabato 14 giugno prossimi. Il congresso dem avrà luogo nella villa comunale e non nella sede del partito perché «sarebbe stato impensabile raggruppare circa 1500 iscritti in pochi metri quadrati», così come ha tenuto a specificare Lacarra. Il congresso sarà preceduto dagli interventi delle altre forze politiche cittadine, poi ci sarà la discussione delle due mozioni e infine sabato la votazione, che decreterà il nuovo coordinatore di circolo.
La prima grana da risolvere (e in fretta!) per il nuovo segretario Pd sarà l’individuazione di una nuova sede per il partito, considerato che quella attuale situata su corso Vittorio Emanuele – la cosiddetta “pescara” – tornerà nelle disponibilità del patrimonio comunale, come sancito già anni addietro. Il trasloco è previsto per martedì 17 giugno, a causa della mancanza di “sine titulo”, ossia la detenzione di un bene, in particolare un immobile, da parte di un soggetto privo di un valido titolo giuridico che ne giustifichi il possesso. Dal partito specificano che questa situazione non è riconducibile al mancato pagamento dell’affitto ma ad una specifica destinazione d’uso dell’immobile determinate dall’amministrazione Abbaticchio bis.
«Speriamo che l’immobile non sia esposto al vandalismo, dopo averlo lasciato – è il commento di Lacarra, attuale commissario dem – Dalla decisione di nuova destinazione abbiamo continuato ad abitare la sede per garantire comunque un’entrata all’amministrazione ma anche per evitarne il degrado. Si tratta di un’azione pervicace, dovuta certamente all’insistenza della burocrazia, perché la “pescara” resterà in balia di se stessa fino a quando non verrà decisa la sua nuova destinazione, messa in atto dopo un opportuno piano di riqualificazione dell’immobile».
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