“Una carezza per papa Francesco”, e dal Vaticano arriva la sua benedizione

L’incipit della lettera dal Vaticano ai bambini della Cassano
Risposta inattesa per i bambini della scuola Cassano, che durante il ricovero del Santo Padre in ospedale gli avevano inviato un videomessaggio di affetto e vicinanza
La benedizione di papa Francesco è giunta post mortem, in risposta al videomessaggio di affetto e vicinanza che gli alunni della primaria Cassano gli avevano inviato durante il suo lungo ricovero in ospedale. Ma la lettera della Segreteria di Stato della Santa Sede, firmata da monsignor Roberto Campisi assessore per gli affari generali, porta la data dell’8 aprile. Ad aprirla, con trepidazione e mani tremanti, l’insegnante Luciana Calamita da cui era partita l’idea di “Una carezza per papa Francesco”, accolta e realizzata con entusiasmo dall’intera comunità scolastica.
“Cari Bambini, con premuroso pensiero avete fatto pervenire al Santo Padre Francesco, quale segno di affetto e vicinanza, il videomessaggio in occasione del suo ricovero in ospedale. Il papa, che vi pensa con amorevole tenerezza e vi ringrazia per tale gesto, assicura per ciascuno il ricordo all’altare, affinché possiate crescere lieti e sereni in compagnia di Gesù, il vero e fedele amico che non ci lascia mai soli”. Questo il cuore della missiva, che si conclude con le parole di benedizione del pontefice. Dopo l’incredulità e la sorpresa iniziali, indescrivibile la gioia e la commozione dai bambini e dagli adulti coinvolti in questo gesto di amore verso il pontefice nel suo momento di massima fragilità, quando i bollettini quotidiani sulle sue condizioni di salute dal policlinico Gemelli erano attesi con ansia e preoccupazione dal mondo intero.
Nel videomessaggio della scuola Cassano la figura di papa Francesco vestito di bianco è al centro di tutti i disegni realizzati dai bambini, attorniata da cuori e da un’immancabile cielo azzurro con il sole brillante. Il papa come fonte di luce e calore: è così che appariva agli occhi dei più piccoli. In uno dei disegni, sotto la veste candida, spiccano gli scarponi neri che, nelle cronache del funerale, sono stati evidenziati come contrassegno della scelta di povertà di Bergoglio.
Oltre ai disegni e alle frasi scritte in corsivo con l’inchiostro blu, tre brevi videomessaggi fanno da cornice al cuore di “Una carezza per papa Francesco”: la coreografia di girotondi e abbracci che i bambini, con i loro grembiuli blu e i nastri gialli e bianchi come i colori pontifici, hanno danzato nell’androne della scuola sulle note de “La cura” di Battiato. Un capolavoro di poesia in musica, scelto per ricordare l’insegnamento più grande di papa Francesco, da lui incarnato con l’esempio e con le parole: “Il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. Che un nonno, una nonna, che forse non può più parlare, che è paralizzato, e il nipote o il figlio arriva e gli prende la mano, e in silenzio la accarezza, niente di più. Questa è la cura della vita”.
«Il papa ha sempre avuto un pensiero per i bambini. E volevamo fargli arrivare, chiaro e diretto, il messaggio che anche i bambini gli erano vicini e grati per questa sua attenzione per il mondo dell’infanzia», spiega la maestra Calamita, che tiene a sottolineare la partecipazione corale a questo progetto, dal dirigente scolastico ai colleghi, dai bambini alle famiglie.
«Il video – continua l’insegnante – è stato indirizzato alla Santa Sede in forma anonima, senza menzionare né le classi né i docenti coinvolti ma l’intera scuola Cassano, perché quello che volevamo era trasmettere al papa che tutta la nostra scuola era preoccupata per lui, pregava per lui. Questa è sempre stata la sua richiesta, alla fine di ogni colloquio: “Ricordati di pregare per me”, e questo abbiamo voluto fargli arrivare. È stato un lavoro collettivo, fatto davvero con amore e in tempi anche molto brevi. Abbiamo scelto di non pubblicizzare il video, di non diffonderlo sui social, sui gruppi WhatsApp. È stato tramesso solo alle famiglie, perché non volevamo si confondesse l’idea madre, cioè quella di un gesto d’amore, con una forma di esibizionismo».
La lettera di benedizione dal Vaticano, arrivata del tutto inattesa pochi giorni dopo la perdita di papa Francesco, per la comunità scolastica ha rappresentato un “segno”: il monito a prendersi cura di sé e degli altri, mettendo in pratica il testamento spirituale del Santo Padre che ha sempre predicato e testimoniato l’affetto e il rispetto per i bambini e per i più fragili. Un papa/papà, un nonno a cui dire – semplicemente come si chiude il videomessaggio inviatogli dagli alunni della Cassano – “Ti voglio bene”.
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