A ruba l’olio extra vergine di oliva di Puglia, in Italia e all’estero: +60% export

Dalla fiera internazionale Evolio Expo in corso a Bari, l’appello della Coldiretti a non abbassare la guardia contro importazioni selvagge e speculazioni

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Va a ruba l’olio extravergine di oliva di Puglia, con 9 famiglie su 10 che lo consumano quotidianamente, ma anche all’estero con un balzo del 60% delle esportazioni nel mondo, dati che confermano la centralità dell’alimento alla base della Dieta Mediterranea. A darne notizia è Coldiretti Puglia, in occasione dell’inaugurazione di Evolio Expo, prima edizione della fiera internazionale dedicata all’olio extra vergine di oliva del Mediterraneo alla Fiera del Levante, in programma fino a sabato 1° febbraio. Nello spazio H13 si staglia l’agorà dell’Evo Made in Italy, allestita da Unaprol Consorzio Olivicolo Italiano, Fondazione Evoo School, Coldiretti Puglia, CAI Consorzi Agrari d’Italia e Puglia Olive, organizzazione di produttori. All’interno della suggestiva agorà sarà diffusa la cultura dell’olio tra operatori, consumatori e visitatori, grazie al ricco programma di iniziative, master class per buyer, operatori ma anche per i visitatori, degustazioni, cooking show dei cuochi contadini di Campagna Amica, oltre a work shop tecnico – scientifici, ma sarà possibile anche partecipare a percorsi di oleoturismo, a cura degli agriturismi di Campagna Amica Terranostra.

Proprio in considerazione dell’enorme patrimonio produttivo pugliese, va alzata ancora di più contro l’invasione selvaggia di olio dall’estero, frodi e speculazioni, perché per esempio l’invasione di olio tunisino a prezzi stracciati alimenta il rischio di speculazioni ai danni dei produttori nazionali, rendendo necessario alzare la guardia contro il pericolo frodi, anche grazie all’istituzione di un sistema telematico di registrazione e tracciabilità unico a livello europeo per proteggere l’olio extravergine d’oliva e garantire trasparenza lungo tutta la filiera produttiva. Un attacco frontale principalmente all’olivicoltura pugliese, presente su oltre 370mila ettari di terreno coltivato, con 5 oli extravergine Dop, il riconoscimento ufficiale dal Ministero anche della Dop Terra d’Otranto,  e l’Igp Olio di Puglia. L’olivicoltura pugliese è la più grande fabbrica green del Mezzogiorno d’Italia – ricorda Coldiretti Puglia – con 60 milioni di ulivi, il 40% della superficie del Sud, quasi il 32% nazionale e l’8% comunitaria ed un valore di 1 miliardo di euro di produzione lorda vendibile di olio extravergine di oliva.

La prima regola utile per garantirsi un olio di qualità è preferire la categoria “olio extravergine di oliva” (evo), spiegano Coldiretti e Unaprol. Una categoria superiore, ottenuta direttamente dalle olive senza estrazione chimica. La lettura dell’etichetta rivela, infatti, molte cose sul prodotto che si sta per acquistare.  Se, ad esempio, troviamo la parola “condimento”, si tratta di una miscela con olio di semi. E non è detto che una bottiglia di olio – rilevano Coldiretti e Unaprol – di una marca italiana o che ha il simbolo del tricolore contenga davvero prodotto 100% nazionale, soprattutto se costa troppo poco. L’origine del prodotto deve essere indicato chiaramente in etichetta. Se è italiano sarà riportato “olio italiano” ma se si legge “Ue e non Ue” potrebbe venire da ogni Paese del mondo. Un modo ulteriore per garantirsi la provenienza è quello di scegliere oli a denominazione di origine, Dop o Igp.

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