Eventi di Natale: le contestazioni di “un gruppo di cittadini” e la replica di Ricci

La luminaria Xmas Love installata di fronte all’ingresso della villa comunale
Amarezza per l’organizzazione delle festività con “luminarie anonime” e bando sterile. Ma il sindaco ribatte: «Avrei preferito confronto aperto e costruttivo»
È polemica, a Bitonto, sulle luminarie di Natale e in generale sul cartellone degli eventi di fine anno organizzati dall’amministrazione comunale. Le contestazioni – contenute in una lettera aperta giunta in redazione e firmata da “un gruppo di cittadini” – pongono l’accento su diversi aspetti: bando sterile, addobbi anonimi, iniziative non condivise con il tessuto produttivo e sociale della città, sudditanza rispetto a Bari.
Ci sono anche accuse dirette al sindaco Francesco Paolo Ricci, che abbiamo interpellato per una replica.
Riportiamo di seguito la lettera aperta “Bitonto e il Natale, tra delusione e speranze”, e le argomentazioni in risposta del primo cittadino.
LA LETTERA APERTA A FIRMA DI “UN GRUPPO DI CITTADINI BITONTINI”
Siamo un gruppo di cittadini di Bitonto che, con grande amarezza, assiste al declino di quella che dovrebbe essere una delle festività più sentite e partecipate della nostra comunità. Il Natale a Bitonto, da ormai due anni, sembra essersi trasformato in un triste “buco nero”, fatto di lotte fratricide e polemiche che nulla hanno a che vedere con lo spirito natalizio. Altro che “siamo tutti più buoni”: tutto ciò che ci viene comunicato è una sterile gara a chi “conquista” questo o quell’altro bando, in un susseguirsi di rivalità che inevitabilmente lasciano indietro qualcuno. Ogni anno si ripete lo stesso copione: bandi onnicomprensivi che raggruppano tutte le associazioni locali sotto un unico “cavallo di Troia”. Un meccanismo che, di per sé, non sarebbe sbagliato, se fosse pensato per valorizzare davvero l’originalità del nostro territorio.
Siamo stanchi di luminarie anonime, prive di identità, che sembrano uscite da un centro commerciale e che nulla hanno a che fare con la tradizione bitontina.
Siamo contenti che i commercianti locali vogliano investire per dare un contributo alla città, ma perché non investire sul capitale umano? Perché, invece, non investire sui nostri artigiani? Perché non coinvolgere ricamatrici, lavoratori dell’uncinetto o altri talenti locali per creare decorazioni uniche e artigianali? Un simile progetto non solo renderebbe il Natale più autentico, ma favorirebbe anche l’aggregazione sociale e la valorizzazione del nostro patrimonio umano.
La scritta “Xmas Love” (che poi che significa in traduzione letterale?) davanti alla villa comunale, poi, è l’ennesima dimostrazione di come Bitonto stia diventando il “mercato americano” di Bari, riproponendo decorazioni già scartate nel capoluogo, come ad esempio la casa di Babbo Natale dello scorso anno, già utilizzata l’anno prima a Bari in piazza del Ferrarese. L’anno scorso questa scritta era sul lungomare barese e creò le stesse polemiche lette in questi giorni sui social, in cui si faceva richiamo e riferimento alla Decima Mas, il reparto dei mezzi d’assalto della Marina italiana nel marzo del 1941 assunse la denominazione di X flottiglia Mas, dal motto dannunziano «Memento audere semper». E che, dopo l’armistizio, continuò a combattere al fianco del Terzo Reich. Beh, sì. Faremmo altri tipi di commenti sulla “Marina” nostra, Santo Spirito: e pure quella ci è stata tolta da Bari.
Possibile che la nostra città non sia in grado di proporre qualcosa di nuovo, originale, che rispecchi la sua identità storica e culturale? Anche quest’anno, ci troviamo a vivere un Natale pieno di improvvisazione: un calendario degli eventi approssimativo, comunicazioni fatte all’ultimo minuto tramite gruppi WhatsApp e locandine che sembrano uscite dagli anni 90. È questa la qualità che merita Bitonto?
Il nostro sindaco ha dichiarato di recente: “Bari cresce quando cresce il territorio vicino. C’è mamma Bari e poi ci siamo noi”. Ma noi crediamo che, prima di pensare a far crescere Bari, dovremmo occuparci di far crescere Bitonto. Siamo una città ricca di tradizioni, storia e arte. Guardiamo al nostro campanile, sì, e facciamola suonare la nostra campana: ma che sia una campana autentica, non quella di peluches che oggi domina piazza Marconi.
Il Natale dovrebbe essere un momento di unione e condivisione, non di divisioni e sterili polemiche. Facciamo un passo indietro per riflettere su ciò che davvero vogliamo per Bitonto: una comunità che guarda al futuro senza dimenticare il suo passato, che valorizza la sua gente e il suo talento, e che celebra le festività con un cuore autentico, non con decorazioni di plastica e idee riciclate».
LA REPLICA DEL SINDACO RICCI A BITONTOLIVE
«Premessa: a una lettera aperta ma non firmata avrei preferito un confronto a viso aperto. Purtroppo, si contesta qualsiasi cosa si faccia in questa città senza riconoscere gli sforzi dell’amministrazione comunale di collaborare con imprenditori, artigiani, terzo settore e operatori culturali…
È paradossale che ci venga contestato di aver scelto la via del bando per l’assegnazione dei contributi per gli eventi di Natale, quando è una via obbligata per mettere fine a recenti polemiche. Bandi affidati a commissioni tecniche composte da funzionari degli uffici comunali, che deliberano con parametri oggettivi.
Fa sorridere, poi, la polemica sulle luminarie “riciclate” da Bari, in particolare quella sulla scritta Xmas Love dinanzi all’ingresso della villa comunale. Non si tratta di “scarti” ma di installazioni scenografiche che stanno dando luce alla città e che piacciono a molti, bitontini e non.
Quanto poi all’accusa che mi viene rivolta per la frase “Bari cresce quando cresce il territorio vicino”, la confermo e ne chiarisco il senso, che è stato stravolto estrapolandola dal contesto e dal ragionamento. Cosa scorretta, mi sia consentito. Sono parole che ho detto durante la conferenza stampa di presentazione della Futsal Women’s European Champions che si disputerà al Palaflorio di Bari dal 18 al 21 dicembre e che vedrà protagoniste le nostre “leonesse” del Bitonto. Voglio precisare che, senza il territorio dell’area metropolitana, Bari non cresce, ma senza Bari – che ha concesso gratuitamente il palazzetto da 5mila posti e che ha dato un contributo economico importante con soldi della tassa di soggiorno – non si sarebbe potuto organizzare un evento internazionale che dà lustro a tutti i comuni coinvolti.
Ci tengo a sottolineare che gli artigiani bitontini sono sempre presenti e protagonisti nelle nostre manifestazioni, non solo a Natale, e lo saranno anche in queste prossime festività. Così come saranno presenti e protagoniste le frazioni di Palombaio e Mariotto.
Mi sia consentita una riflessione: lo spirito del contro, del tutto in negativo, mi lascia un profondo senso di amarezza che viene per fortuna controbilanciato dalle parole di apprezzamento che raccolgo per strada, dalla gente che incontro ogni giorno e che ha il coraggio di guardarmi in faccia e di stringermi la mano. Invito pertanto il gruppo di cittadini autore di questa lettera aperta a venire a bussare alla mia porta, per un confronto leale e costruttivo. Buon Natale a tutti noi».
Commenti
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Bello tutto ?
Replica e controreplicaÈ evidente che si parte dagli addobbi per arrivare ad argomenti planetari .
Sarebbe stato ancora più bello se l’anonimo comitato fosse rimasto più terra terra, magari rimproverando al sindaco di pensare agli addobbi trascurando le strade bitontine che,letteralmente, fanno acqua da tutte le parti con le grandi buche che con la pioggia diventano veri e propri laghetti.
Questo sì avrebbe avuto senso perché questo interessa i cittadini ora tartassati anche con la batosta TARI…
LA VORAGINE SEGNALATA l’altro ieri era proprio una pericolosa voragine perché l’acqua mimetizzava la profondità creando seri problemi alla circolazione delle autovettura.
Purtroppo tra la luna e il dito si preferisce sempre il dito e i problemi seri, come dice il sig. Rana, possono aspettare.
Grazie censura, se non è troppo scandaloso questo scritto. -
a me non cambia il natale, con o senza luminarie. forse l’unico punto a favore del sindaco è la richiesta del confronto a viso aperto…sarebbe stato comunque uguale…







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