Conti correnti violati, Arianna Meloni la più spiata dal bancario di Bitonto

Giorgia e Arianna Meloni

A dirlo è la premier, Giorgia Meloni, nel libro di Bruno Vespa in uscita il 30 ottobre: «Mia sorella non ha tutele, ma è senza scheletri nell’armadio»

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«Le inchieste dicono che il dossieraggio su di me è cominciato già alla fine del governo Draghi, quando si capiva che sarei potuta andare al governo. Sulla vicenda dei dossieraggi mi aspetto che la magistratura vada fino in fondo perché, nella migliore delle ipotesi, alla base di questo lavoro c’era un sistema di ricatto ed estorsione, ma nella peggiore siamo davanti al reato di eversione. Nessuno Stato di diritto può tollerare una cosa del genere». Così Giorgia Meloni nel nuovo libro di Bruno Vespa in uscita il 30 ottobre (Hitler e Mussolini. L’idillio fatale che sconvolse l’Europa), in cui torna anche sul tema dei dossier.

«Perché tanto accanimento su sua sorella Arianna? È la persona che il bancario di Bari ha spiato più di tutte», chiede Vespa. Il riferimento è al bitontino Vincenzo Coviello, l’ex bancario di 52 anni indagato per aver spiato i conti correnti e le carte di credito di decine di politici e personalità dello spettacolo. L’ex dipendente di Intesa San Paolo non si trova più in casa e nello studio da commercialista a Bitonto,  e non lo si vede più in giro.

«Quando è uscita questa notizia – racconta la presidente del Consiglio – mia sorella mi ha mandato la foto dell’estratto del suo conto in banca. C’erano 2.100 euro. Mi ha scritto: ”Se me l’avessero chiesto, lo avrei detto io quanto avevo sul conto”, con la faccina che ride. Credo che si accaniscano su Arianna perché non ha le tutele che posso avere io, ma colpire lei è come colpire me. Purtroppo per loro, hanno a che fare con un’altra persona che non ha scheletri nell’armadio».

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