Quando teatro e ricordi si fondono nell’addio alla scuola media

Lo spettacolo
Ieri sera in scena al Traetta lo spettacolo che ha visto protagonista una classe, a conclusione del triennio. Esperimento pedagogico che ha portato tanti sorrisi e qualche lacrima
Un omaggio all’amicizia che ha unito i ragazzi durante il triennio delle scuole medie. Nasce così la performance teatrale andata in scena ieri sera al teatro Traetta, tappa finale di un laboratorio letterario e teatrale inserito nell’ambito del progetto Polibris. La cooperativa sociale Ulixes ha coordinato l’intera iniziativa: trenta incontri di sabato pomeriggio nella sala seminari del laboratorio urbano Officine Culturali, per un laboratorio di scrittura creativa con gli studenti. Fondamentale il sostegno dell’amministrazione comunale che ha concesso l’uso gratuito del teatro Traetta nell’ambito del progetto Polibris, e il supporto dell’assessore alla pubblica istruzione Christian Farella.
Fondamenta di questo percorso, i testi a cura di Chiara Cannito e Loredana Cenerario, la regia di Giuseppe Cariello e, naturalmente, il legame tra i ragazzi. Ad arricchire ulteriormente la serata di ieri, la performance canora di Annamaria Ercole con “La forza”, cover de “La noia” di Angelina Mango.
Ci racconta quest’avventura Chiara Cannito: «Al nostro laboratorio Polibris si è affacciata la classe, accompagnata da alcuni genitori che volevano realizzare un laboratorio finalizzato a creare qualcosa di speciale per la fine del triennio delle medie. Allora abbiamo cominciato ad esplorare un po’: nel primo incontro ho chiesto ai ragazzi di raccontare episodi a loro cari accaduti nel triennio appena terminato, cercando di individuare delle parole chiave, delle immagini suggestive ed evocative. Dopodiché, ricordando l’anno calviniano, ho avuto l’idea di riscrivere questi testi in maniera diversa pensando a “Il castello dei destini incrociati”, provando ad abbinare questa esperienze con le carte dei tarocchi, espediente usato da Calvino nel libro, come valori che in questi anni i ragazzi avevano imparato a conoscere e a declinare. Confrontandomi con un genitore, Giuseppe Cariello, ci è venuta in mente l’idea di organizzare un vero e proprio spettacolo, cambiamento che ha reso necessario un imprinting più teatrale per i testi».
Il risultato finale richiama un loro ricordo dolce o amaro: il lutto subito da un docente, un ragazzo che in gita ha avuto ha avuto la gastroenterite, la gita a Sibari nei bungalow da cui “riscoprono” la bellezza della Luna priva di inquinamento luminoso.
«Le parole chiave che avevamo evidenziato insieme – conclude Cannito – mi hanno suggestionato nel richiamare Petrarca, Leopardi, Dante e abbinare anche delle canzoni allo spettacolo teatrale, per creare una performance coinvolgente e originale».
A svelare i dettagli è uno dei genitori, Giuseppe Cariello: «Quest’idea nasce dal proposito di raccontare quelli che sono stati i tre anni delle medie. I ragazzi sono diventati amici al di là di quella che è stata la classe, cosa che difficilmente accade, costruendo un rapporto con gli insegnanti molto stretto, basato su rispetto e ammirazione. Nel tempo abbiamo avuto modo di stringere relazioni anche con gli altri genitori, non abbiamo mai avuto problemi o discussioni. Da qui mi è venuta l’idea di un progetto per ringraziare, portare fuori questo rapporto che si è creato e che difficilmente si crea tra docenti, alunni e genitori. Volevo qualcosa che fosse dei ragazzi e Chiara ha colto subito quest’idea trasformando il tutto in un progetto meraviglioso, attraverso il laboratorio creativo a cui ha partecipato anche mia moglie, Loredana Cenerario».
«I professori – aggiunge – erano all’oscuro di tutto quello che è avvenuto. Ognuno di loro è stato associato ad una carta raccontando quello che ha rappresentato per per gli studenti ed anche per noi genitori. Questa è una forma di ringraziamento, una dimostrazione di amore e affetto. I ragazzi ci hanno creduto molto. Hanno lavorato sacrificando sabato o domenica, stando comunque ore ed ore per cercare di entrare nella parte perché non è facile raccontarsi attraverso la poesia, attraverso brani e racconti di autori antichi».
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