“Ero l’uomo della guerra”: Vito Alfieri Fontana racconta la sua conversione a Bitonto

Vito Alfieri Fontana

Lunedì 20 maggio presenterà il suo libro nella sala polifunzionale della Fondazione Santi Medici. Iniziativa dell’Università della Terza età con Comune e Fondazione

0 commenta

Da fabbricante di strumenti bellici a operatore umanitario: è la trasfigurazione raccontata da Vito Alfieri Fontana nel libro autobiografico “Ero l’uomo della guerra”, che sarà presentato lunedì 20 maggio alle 17 a Bitonto, nella sala polifunzionale della Fondazione Santi Medici. Dialogherà con l’autore il giornalista Nicola Lavacca.

L’incontro è un’iniziativa dell’Università della Terza età “Domenico Pastoressa”, con la Fondazione Opera Santi Medici e il Comune di Bitonto.

Interverranno il sindaco Francesco Paolo Ricci, il vicepresidente dell’Università della Terza età Francesco Ricci e il direttore della Fondazione Opera Santi Medici Giovanni Vacca. Introdurrà l’autore Vito Modesto.

 

IL LIBRO  

«Ho progettato, costruito e venduto due milioni e mezzo di mine antiuomo. Ne ho tolte migliaia, per quasi vent’anni, tutte lungo la dorsale minata dei Balcani, dal Kosovo alla Serbia fino alla Bosnia, rimettendo in funzione abitazioni, scuole, fabbriche, terreni agricoli, acquedotti e stazioni ferroviarie. In queste cifre si racchiudono, simbolicamente, le due vite che ho vissuto. Dal punto di vista numerico, il bilancio è impari. Da quello della mia coscienza pure, perché il male compiuto resta. Per sempre». Questa la lucida confessione di Vito Alfieri Fontana.

Per oltre vent’anni, alla guida dell’azienda di famiglia, ha progettato e prodotto mine vendendole in diversi Paesi del mondo. Poi, nei primi anni Novanta, il figlio gli chiede: «Ma tu, papà, sei un assassino?» innescando – in parallelo con l’avvio della campagna internazionale per la messa al bando delle mine antiuomo, guidata in Italia anche da Gino Strada – una lacerante conversione personale. Nel 1993 Fontana decide di chiudere con l’azienda di famiglia; nel 1997 va a Oslo come consulente della campagna antimine accanto all’attivista statunitense Jody Williams, che per questo impegno riceverà il Nobel per la pace. Due anni dopo comincia la sua seconda vita. Con l’ong Intersos inizia il suo impegno di sminatore nei Balcani, per permettere alle popolazioni appena uscite dalla guerra un ritorno alla normalità.

Una vicenda drammatica che, a partire dal racconto in prima persona di una vita eccezionale, interroga ciascuno sulle responsabilità dei singoli rispetto ai fatti della storia.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!