Al via i lavori di messa in sicurezza provvisoria di via Solferino

Al via i lavori di messa in sicurezza provvisoria di via Solferino
L’intervento è costituito da gabbionate disposte a ridosso del muro esistente. L’amministrazione dovrà poi intercettare fondi per una riqualificazione completa
Dal 20 novembre 2022 – giorno in cui un violento nubifragio fece crollare una parte del muro lungo il ponte di Santa Teresa che separa via Solferino dalla Lama Balice e provocò una voragine nel manto stradale – i residenti della zona vivono una situazione di disagio.
Per ragioni di sicurezza, da marzo 2023 via Solferino può essere percorsa a senso unico, solo in direzione piazza Caduti del terrorismo. La parte di carreggiata che più si avvicina al muro di contenimento è stata transennata e interdetta alla viabilità veicolare e pedonale. Impiegò quattro mesi l’amministrazione comunale – interessando anche la Regione – per mettere in sicurezza l’area del crollo, posizionando grandi gabbionate metalliche con pietre calcaree per una lunghezza di 20 metri, allo scopo di stabilizzare la porzione stradale.
A dicembre scorso l’amministrazione comunale ha approvato il progetto di messa in sicurezza provvisoria di tutta via Solferino e i lavori stanno per partire. “L’area del cantiere è stata consegnata alla ditta”, ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Santoruvo, al fine di riaprire l’intera arteria in entrambi i sensi di marcia e stabilizzare l’esistente muro in pietra.
Il progetto tecnico esecutivo è stato redatto da Cristian Lazzari per un importo di circa 400mila euro, di cui 180mila finanziati dalla Regione. L’intervento è costituito da gabbionate disposte a ridosso del muro esistente. Al fine di mantenere inalterate le proprietà drenanti dei gabbioni e di evitare la realizzazione di superfici impermeabili, la fondazione dell’opera, costituita dal primo strato di gabbioni, è adagiata su uno strato di misto stabilizzato di cava. Tra il muro in pietra esistente e le gabbionate è previsto un riempimento in materiale tipo ghiaia o pietrame, adeguatamente compattato e protetto da un telo di geotessile con proprietà filtranti, di protezione del riempimento e di separazione del riempimento dai gabbioni. Tale materiale ha lo scopo di garantire il completo contatto tra il paramento inclinato del muro esistente ed i gabbioni, senza compromettere le capacità drenanti dei gabbioni e dell’opera in generale. Sono previsti scavi di livellamento di ridotta entità, con lo scopo di creare superfici orizzontali per la posa delle fondazioni.
“Durante i lavori la Soprintendenza, data l’area ad alta sensibilità archeologica e la possibilità di intercettare stratigrafie, sia pure residuali, ha richiesto che nel corso di tutte le operazioni di scavo e movimento terra sia prevista la sorveglianza archeologica continuativa”, ha precisato Santoruvo. Senza considerare che anche il Parco Lama Balice ha prodotto delle prescrizioni, tra le quali il preventivo accertamento dell’assenza di rifugi della fauna ed eventualmente la messa in atto di misure per il temporaneo allontanamento.
I lavori dureranno quattro mesi e, considerata la loro natura provvisoria, prevedono una efficacia massima di due anni. In questo lasso di tempo l’amministrazione dovrà produrre un progetto molto più ampio di riqualificazione della zona e dovrà essere in grado di intercettare i fondi necessari alla sua realizzazione. Si stima che occorrano circa 4 milioni di euro per consolidare definitivamente il muro e implementare l’asse viario. Intercettare un finanziamento o accendere un mutuo sono le due opzioni da prendere in considerazione.
Commenti
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Angour da dó n sceum
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Altri minimo 3 anni per reperire ipotetici fondi , un ennesima bugia di questa distruttiva amministrazione, prima a casa andate e meglio è!







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