Palombaio “piccola Betlemme”: inaugurato il presepe vivente, trait d’union con Greccio

Tema scelto in concomitanza con gli 800 anni dal primo presepe ideato da san Francesco d’Assisi. E arrivano gli auguri da Vito Piccinonna, vescovo di Rieti

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Presepe vivente di Palombaio

La piccola ma prolifera comunità di Palombaio si dimostra ancora una volta punto di riferimento nell’allestimento dei presepi viventi, un vanto da annoverare in tutta la regione Puglia.

Anno dopo anno infatti i volontari della parrocchia Maria Santissima Immacolata e dell’Oratorio San Gaspare Bertoni Anspi hanno affinato sempre più la loro tecnica attrattiva, inserendo in ogni edizione un nuovo particolare che rende il villaggio presepiale sempre diverso e unico nel suo genere. Come premio, basta vedere la mole di visitatori che accorrono a Palombaio da ogni parte della provincia e della regione. Anche il 2023 si conferma positivo in fatto di presenze, anno in cui ricorrono gli 800 anni dal primo presepe di Greccio ideato da San Francesco d’Assisi. È questo il tema scelto da padre Fulvio Procino, parroco di Palombaio, e spiegato durante l’inaugurazione di ieri sera: “Anche noi rievochiamo Dio che si è fatto bambino e, così come San Francesco chiamò Greccio ‘piccola Betlemme’, noi oggi possiamo dire che Palombaio è la nuova Betlemme”. Un filo che unisce la frazione bitontina alla diocesi di Rieti, che da poco meno di un anno ha come vescovo un “suo” figlio, monsignor Vito Piccinonna, da cui è giunto un messaggio di augurio per il presepe vivente di Palombaio: “Dobbiamo sempre andare alla radice di ciò che è accaduto: Dio ha scelto di farsi piccolo, carne, fragile e portare luce a tutti”.

Alla serata inaugurale nel parco “Gaetano Vacca” erano presenti anche il sindaco Francesco Paolo Ricci, il delegato sindaco Emanuele Avellis e il presidente del consiglio comunale Domenico Pinto. “Il presepe è simbolo della vostra appartenenza, il vostro essere cittadini attivi e responsabili. La comunità emerge in tutto il suo splendore”: le parole del primo cittadino.

Poi si sono accese le luci e i cinquanta figuranti – tra bambini, famiglie e adulti – hanno raggiunto le loro postazioni che rievocano i mestieri di un tempo lontano ma non troppo, per dar vita ad uno spettacolo che a Palombaio si ripete ormai ogni anno da più di tre decenni.

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