Giovanna Castellano: «L’intelligenza computazionale è pensiero creativo»

Giovanna Castellano

Professore associato del Dipartimento di Informatica dell’Università di Bari, insieme al suo team di ricerca del CILab ha vinto un importante riconoscimento all’IJCCI 2023

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A beautiful mind. Una mente brillante.

Giovanna Castellano, professoressa e ricercatrice bitontina dell’Università di Bari, parla veloce come un treno. Le sue parole deragliano talvolta nell’inglese e lei si scusa: «È la lingua degli informatici, quella che uso per scrivere e per parlare nelle conferenze internazionali. Abbiamo anche un corso di laurea magistrale in Computer science erogato completamente in inglese, le tesi sono scritte in inglese, perciò mi viene naturale pensare in inglese, anche perché è difficile tradurre in italiano alcuni termini ed espressioni della mia materia». La sua materia: CI (Computational Intelligence), l’intelligenza computazionale. Facile da tradurre, difficile da spiegare. Detto in parole semplici, è un sistema intelligente che “imita” i processi della mente umana mediante meccanismi adattativi, per abilitare o facilitare un comportamento intelligente in ambienti complessi e mutevoli. Fuzzy (sfumato): è questa la parola chiave dell’intelligenza computazionale, che rappresenta la realtà non nella logica binaria 01 ma con un sistema più “sfumato”. Non bianco e nero, ma innumerevoli sfumature di grigio.

La professoressa Castellano, insieme al suo team di ricerca, è stata premiata con la migliore menzione d’onore alla conferenza “Fuzzy Computation Theory and Applications” che si è tenuta a Roma dal 13 al 15 novembre nell’ambito della IJCCI (International Joint Conference on Computational Intelligence) 2023.

Maturità scientifica al liceo Galilei di Bitonto, laurea in Scienze dell’Informazione a Bari con una tesi sulle reti neurali, esperienze professionali nel campo della robotica, borsa di studio al Cnr sui sistemi intelligenti per la medicina, ricercatrice del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Bari dal 2001 al 2015, per poi diventare professore associato. Oggi insegna Visione artificiale e Architettura degli elaborati e sistemi operativi, ed è responsabile scientifico del laboratorio di ricerca CILab (Computational Intelligence Laboratory). «Coordino e supervisiono un gruppo di lavoro composto da altri due professori associati, un ricercatore già abilitato a divenire professore associato, tre ricercatori a tempo determinato e cinque dottorandi», spiega sottolineando che la menzione ricevuta all’IJCCI è un riconoscimento all’attività dell’intero team di cui è responsabile.

Giovanna Castellano ha raccolto l’eredità della professoressa Anna Maria Fanelli, fondatrice del CILab. «Il laboratorio – spiega – è impegnato su diverse linee di ricerca. Quella relativa al premio è nell’ambito dell’intelligenza computazionale, che tratta le informazioni come facciamo noi umani, ragionando sulla base di informazioni non numeriche ma linguistiche». In ambito medico, ad esempio, dati i parametri vitali (temperatura corporea, frequenza respiratoria e saturazione sanguigna, frequenza cardiaca e pressione arteriosa), si può riuscire a fotografare lo stato di salute del paziente. Come? Attraverso uno “specchio intelligente” per il monitoraggio in tempo reale, senza contatto e dunque da remoto. Il prototipo, battezzato “Miracle” e frutto della ricerca di Gabriella Casalino e Giovanna Castellano, Vincenzo Pasquadibisceglie e Gianluca Zaza, funziona utilizzando le immagini video di una webcam e regole di logica fuzzy. Lo specchio intelligente, sperimentato anche nella Fondazione Giovanni XXIII di Bitonto, promette di facilitare la telemedicina e di velocizzare la prevenzione di molte patologie.

Domotica, sistemi di riconoscimento facciale, assistenti vocali: l’intelligenza artificiale è sempre più presente nelle nostre vite. Chissà se i fondatori dell’IA, quasi settant’anni fa, avevano immaginato una tale espansione. Tutto nasceva dall’idea di costruire un sistema che consentisse ad una persona di avere una conversazione e di interagire con la macchina come avviene tra due esseri umani. Quella che sembrava fantascienza è diventata realtà. Trent’anni fa, quando Giovanna Castellano scelse di studiare Scienze dell’Informazione dopo il liceo, lo fece sull’onda del primo boom dell’informatica. Il Dipartimento era stato fondato a Bari solo nel 1969, da professori laureati in Fisica. Era una disciplina nuova. Oggi gli informatici sono richiestissimi nel mercato del lavoro, e a Bari si contano dalle 200 alle 300 matricole per ogni corso di laurea (solo il 10% donne, precisa la professoressa con rammarico). «La Puglia è una nuova Silicon Valley. Soprattutto Bari – dice – sta crescendo molto in questo senso, tantissime aziende hanno fame dei nostri laureati, e alcuni studenti lavorano ancor prima di finire gli studi».

«Amo tutto ciò che è creativo – racconta – e l’informatica è una disciplina creativa perché creiamo programmi che sono manufatti, scritti da persone che inventano, pensano una soluzione. I programmi sono opere d’ingegno. Siamo informatici, non ingegneri. Il nostro Dipartimento fa parte dell’Università di Bari e non del Politecnico. L’informatico trova soluzioni ai problemi e realizza software per implementare soluzioni; l’ingegnere informatico lavora sull’aspetto hardware. Da noi “informatico” è un sostantivo, al Politecnico è un aggettivo».

L’intelligenza artificiale è in continuo divenire. «Un grande stimolo – confessa – ma al tempo stesso lo svantaggio di dover essere sempre sul pezzo. Soprattutto negli ultimi due anni sta galoppando tutto e sono costretta a studiare sempre. Le soddisfazioni sono però enormi, come docente e come ricercatrice. Il mio ruolo di coordinatrice del CILab richiede una visione d’insieme su tutti gli ambiti in cui siamo impegnati: healthcare, patrimonio culturale, visione artificiale dei droni per finalità di protezione civile e agricoltura di precisione…».

La famiglia come caposaldo: i figli ormai grandi, cresciuti grazie all’aiuto indispensabile dei genitori, il legame simbiotico con la gemella Rosanna (anche lei professoressa). Con il lavoro che mangia sempre più tempo, niente più spazio per la pittura e sempre meno per la lettura e la natura (fatte salve le full immersion estive al mare e in montagna). E poi c’è la musica come colonna sonora: «Mi piace soprattutto la canzone d’autore. Il mio pezzo preferito? “Sally” di Vasco Rossi, nell’interpretazione di Fiorella Mannoia. La vita è tutto un equilibrio sopra la follia…».

 

 

 

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