Santi Medici, ieri la cerimonia di risalita delle statue. Un rito che si ripete dal 1963

I Santi Medici

Dinanzi ad una folla di fedeli, le sacre immagini sono ritornate nella teca sul trono che sovrasta la navata centrale della basilica

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Con la suggestiva cerimonia di risalita delle sacre immagini dei santi Cosma e Damiano sul trono centrale in basilica, che si è celebrata ieri al termine della messa delle 18.30, sono terminati i riti devozionali medicei iniziati con l’apertura della solenne novena per celebrare la festa liturgica del 26 settembre, culminati con la solenne processione della terza domenica di ottobre per finire all’ottava dei Santi Medici.

Il parroco-rettore don Gaetano Coviello ha voluto improntare alla sobrietà anche la cerimonia di risalita delle sacre immagini, un momento devozionale molto caro ai bitontini e ai pellegrini. In un santuario gremito di fedeli, le statue dei Santi Medici sono state riposizionate nella loro teca centrale. Alla cerimonia liturgica i pellegrini hanno intonato il canto popolare “Evvivè i Sandi Còsmè e Dàmianè, bèato quel tesoro che àvete in màno”.

Come risulta da una nota storica del professor Giuseppe Cannito (riportata nei registri degli atti della Curia vescovile di Bitonto, nell’archivio storico della basilica dei Santi Medici e nel volume mediceo “I Santi Medici Cosma e Damiano la storia il culto i miracoli l’iconografia”), la cerimonia di risalita delle immagini dei Santi Medici ha una vita propria a partire dal lontano 14 ottobre 1963 per opera dell’allora parroco-rettore monsignor Domenico Vacca. La cerimonia ebbe luogo subito dopo il ritiro della solenne processione nella terza domenica di ottobre alla presenza del vescovo monsignor Aurelio Marena. Il secondo parroco-rettore don Antonio Mattia confermò la cerimonia di risalita delle venerate immagini dei Santi Medici al termine della solenne processione, alla presenza dell’arcivescovo di Bari-Bitonto monsignor Mariano Magrassi.

Dal 16 ottobre 2008 (dopo ben 45 anni) l’allora parroco-rettore monsignor Francesco Savino (oggi vescovo di Cassano all’Ionio e vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana) introdusse una variazione pur restando fedele alla cerimonia religiosa, fissandola nella prima decade di novembre con beneplacito dall’arcivescovo di Bari-Bitonto monsignor Francesco Cacucci. La motivazione scaturiva dalla concomitanza con la solennità liturgica di Ognissanti, a seguire con la festa di san Trifone.

Il quarto parroco-rettore monsignor Vito Piccinonna (oggi vescovo di Rieti) confermò la cerimonia di risalita delle statue dei Santi Medici fissandola nel giorno del 26 novembre, poiché nel Messale Romano ricorre il giorno della solennità del martirio dei santi Cosma e Damiano.

È una meraviglia per gli occhi dei fedeli rivedere le statue dei Santi Medici nella loro nicchia centrale satinata con bordi metallici dorati ben illuminata. A loro la folla devota rivolge l’omaggio di fede e la richiesta di patrocinio per ottenere la salute, essendo i santi Cosma e Damiano i taumaturghi per eccellenza, definiti dalla Chiesa “santi ecumenici”.

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