Da Bitonto ad Orlando: l’anno sabbatico di Vanessa Bonasia a Disney World

Vanessa Bonasia

Ventidue anni, ex modella, dopo la laurea triennale si è trasferita oltreoceano per lavorare dodici mesi ad Epcot

16 commenta

“Vanessa, Bitonto (Italy)”. È scritto così sulla targhetta appuntata sulla divisa da lavoro che Vanessa Bonasia esibisce con orgoglio. A 22 anni, tre mesi dopo la laurea triennale in Scienze della comunicazione a Bari, si è catapultata oltreoceano ad Orlando, in Florida, per un’esperienza di lavoro ad Epcot, uno dei quattro parchi a tema del resort Walt Disney World. È stata selezionata dopo una sfilza di colloqui, tutti in lingua inglese, per il Cultural Representative Program riservato a cittadini italiani, francesi, tedeschi, inglesi e canadesi che possono lavorare con contratto di dodici mesi. Nei negozi e nei ristoranti italiani di Epcot solo gelato artigianale, pasta, prodotti alimentari e vini made in Italy. Vanessa Bonasia è tra gli “ambasciatori” della cultura e delle tradizioni del nostro Paese ad Orlando, la capitale mondiale dei parchi a tema. Ma è anche un “volto” Disney, e questo implica di coprire tatuaggi più grandi della propria mano e il divieto di piercing e capelli dai colori sgargianti.

«Il mio anno sabbatico – spiega Vanessa – per perfezionare l’inglese e mettermi alla prova, e poi decidere in che direzione andare».

Quando ci sentiamo al telefono, in Florida sono le 2 del mattino. Alloggia al Winter Garden, il campus per cast members del parco Epcot: una cittadella con due piscine, palestra, campi sportivi e supermercati, a venti minuti di macchina da Orlando. Vanessa condivide l’appartamento con Saiana e Nicholas, due ragazzi italiani a dispetto dei nomi stranieri. «Non sono più abituata agli spazi in comune – ammette – perché negli anni dell’università ho vissuto da sola. Sono tornata a Bitonto dopo il liceo linguistico a Matera, dove ho vissuto per sette anni con la mia famiglia, che si era trasferita lì per lavoro. Per un breve periodo sono stata in casa dei miei nonni, a Bitonto, ma poi ho preso un appartamento indipendente». Indipendenza: parola “sacra” per Vanessa. Più forte dei legami familiari e affettivi, più forte di tutto. «All’inizio – confessa – è stato difficile staccarsi dalla famiglia ma sono molto autonoma e molto determinata, e mi si scatena il bisogno di stare da sola, di avere la mia routine».

Racconta dei suoi due interessi principali: le lingue e la moda, argomento della sua tesi di laurea “English for fashion”. Ma l’idea di seguire un master in Fashion communication per ora è accantonata, ha prevalso l’urgenza di viaggiare e di fare un’esperienza di lavoro all’estero. «La passione per l’inglese – racconta – ce l’ho da sempre. Fin da piccola seguivo le serie tv in lingua originale con sottotitoli. Parte della famiglia di mia madre vive in Australia, ho cugini lì e siamo sempre stati in contatto, comunicando in inglese».

Anche la moda è una passione innata, “contagiata” dalle zie a cui è molto legata. Vanessa, filiforme e alta 1,75 metri, ha cominciato a lavorare come modella e indossatrice all’età di 14 anni, ma poi ha scelto di stare dall’altra parte dell’obiettivo e della passerella come fashion stylist. «Quando ho iniziato a fare casting a Milano ho capito che quell’ambiente non faceva per me: regole e misure troppo rigide da rispettare, che non mi facevano stare bene. La moda resta comunque un mio grande interesse, mi piace abbinare vestiti e accessori, mi viene naturale».  

L’idea di partecipare alla selezione per Epcot è partita da zia Valentina, che da qualche mese si è trasferita a Miami. «Un giorno eravamo a Bitonto – ricorda Vanessa – e mi disse “Perché non vai a lavorare a Disney World?”. Sapevo che la selezione è molto complicata, ma ho mandato domanda, curriculum e lettera di presentazione. Era una domenica di fine giugno e mancavano pochi giorni alla laurea. Il giorno dopo mi arrivò la mail di risposta in cui mi fissavano il primo colloquio online, naturalmente in inglese».

Colloquio superato senza problemi, come i successivi. L’esito dell’ultimo, con il general manager italiano Disney World, arriva quattro giorni prima della laurea, il 3 luglio. Poi la corsa agli adempimenti burocratici per ottenere il visto di lavoro negli Usa, e i preparativi per la partenza, il 1° ottobre in aereo da Roma, con scalo a Montreal e arrivo ad Orlando. Tredici ore di volo, insieme ad altri nove ragazzi selezionati per il programma internazionale ad Epcot.

«Qui è sempre estate ed è tutto enorme e fantastico, come nei film», dice Vanessa. Ma si lavora sodo: una settimana di formazione e orientamento, accoglienza e servizio a rotazione da 30 a 40 ore a settimana, cinque giorni su sette.

Tanto entusiasmo ma anche qualche momento di nostalgia. «Ogni tanto – confessa – mi manca Bitonto. Penso a casa, alla mia famiglia e ai nonni, che sono così orgogliosi di me e mi lasciano andare. Si sono arresi a questa mia indipendenza».

Ad Apcot Vanessa non ha ancora incontrato visitatori bitontini, ma un giorno si è sentita chiedere: “Vanessa, sei di Bitonto?”

“Sì – ha risposto – anche lei è di Bitonto?”

“No, ma ho la famiglia a Bitonto, in via Matteotti”.

Il mondo è davvero piccolo.

 

 

 

 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!