“Ex Voto”, nel torrione una mostra per ricordare la devozione dei fedeli nel passato

Marco Lovero

Un piccolo percorso di venti tavole, una piccolissima parte degli ex voto custoditi nel santuario, alla scoperta di storie di gente tanto umile quanto devota

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Devozione, tradizione e arte si incontrano dando vita agli ex voti, vere e proprie testimonianze di un’epoca ormai lontana in cui il culto dei santi, alimentato dalla povertà, dall’ignoranza della miseria ma anche da genuina e sincera fede, era un aspetto fondamentale della vita spirituale dei fedeli.

A far luce sul profondo senso antropologico, in occasione dell’Ottobre mediceo nel torrione angioino per tutto il mese di ottobre, la mostra “Ex Voto” propone un piccolo percorso di venti tavole, una piccolissima parte degli ex voto custoditi nel santuario, alla scoperta di storie di gente tanto umile quanto devota.

Per l’occasione, BitontoLive ha dialogato con la professoressa Raffaella Pice, curatrice della mostra. «Questi ex voto – racconta – sono la testimonianza materiale e palpabile di una rivoluzione di una fede che va avanti da secoli, pensate che nel santuario ci sono dei pezzi non ancora catalogati perché successivi al 2013, anno in cui è stato pubblicato il catalogo degli ex voto nella loro interezza. Considerate che nella terra di Bari il santuario conserva la collezione più grande di ex voto con duecento tavole e tra oggetti anatomici, argenti, oggetti preziosi e decorativi, arriviamo circa a duemila testimonianze».

Fra i pezzi esposti però uno in particolare cattura l’attenzione dei visitatori: «È sicuramente un ex voto particolarmente significativo, il più antico giunto a noi. È un voto misto, riguarda l’implosione della canna di un fucile che “per grazia dei santi medici l’otto febbraio del 1886” non ha colpito il devoto Giovanni Mondelli salvandolo miracolosamente. Per quanto riguarda la disposizione del resto delle tavole segue l’andamento cronologico con una finestra temporale che va dal 1886 al 1941».

Le tavole esposte ci forniscono uno spaccato della vita di questa gente: si passa dal vestiario, dagli arredi delle case al lavoro a cui sono dedicate diverse opere. «Ci sono altre tavolette – conclude la professoressa Pice – che raffigurano gli incidenti sul lavoro, frequentissimi un po’ come oggi. Ad esempio, abbiamo il ragazzino che si trovava sotto la ruota di un carro, oppure un fedele che veniva in parte macinato da uno strumento per raccogliere le mandorle o incidenti edili. Ovviamente per la mostra c’è stata una scelta estremamente selettiva e invito tutti voi a recarvi nella basilica per guardare nella massima libertà tutti gli altri ex voto che ci restituiscono antropologicamente, socialmente, economicamente e culturalmente il mondo di un tempo, rimasto eternato in queste testimonianze».

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Commenti

  • Annalisa (utente non verificato)

    Gli ex voto in tempo erano esposti in chiesa, ora sono ridotti a pezzi da museo. Si vuol dimostrare che la Chiesa di un tempo non deve più vederci.

  • press di green button (utente non verificato)

    ARTE NAIF LOCALE. SI NOTANO GLI AMBIENTI E I MEZZI DI LOCOMOZIONE DELL’EPOCA. TUTTO MOLTO INTERESSAANTE

  • Annalisa (utente non verificato)

    Ma chiediamo tanto se vogliamo che gli ex voto più artistici tornino in chiesa? Chi vuole mettere nel museo la religiosità popolare?