Sems, investire sul trasporto per una riconversione verde

Alessandro Modesto

La costruzione di collegamenti tra poli, rimane una delle più importanti politiche di sviluppo territoriale per una crescita generale delle economie, delle culture e delle persone

1 commenta

16 settembre: ha inizio come ogni anno in tutto il continente la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (SEMS), campagna di sensibilizzazione promossa dall’Unione Europea per la promozione della mobilità sostenibile urbana. Ancora una volta il comune di Bitonto si apre allo spirito europeo di innovazione e cambiamento, grazie alla passione di tante associazioni territoriali, e ci offre l’occasione di riflettere da vicino su grandi questioni.

Perché SEMS e perché un legame tra trasporto e sostenibilità? Il settore dei trasporti rappresenta chiaramente un ambito strategico per le politiche europee nel progetto di una grande riconversione verde. Investire sul trasporto, attraverso la costruzione di collegamenti tra poli, rimane una delle più importanti politiche di sviluppo territoriale per una crescita generale delle economie, delle culture e delle persone. Eppure, ad oggi, nel calcolo delle emissioni di gas serra per settore di produzione, quello dei trasporti risulta il secondo più inquinante (23.2%), dopo quello delle industrie energetiche (23.3%) e prima di quello industriale (21.5%); inoltre, è l’unico a non aver subito un calo considerevole delle emissioni negli ultimi 30 anni rispetto a tutti gli altri settori di produzione. In particolare, tra le varie forme, è il trasporto su strada il più inquinante
(Fonti: Statistical Pocketbook 2022).

L’obiettivo dell’UE è una “zero-emission mobility” e un “transport system more efficient and resilient”, secondo le parole della commissaria delegata Adina Vălean; da qui l’interesse e l’importanza di iniziative come la SEMS. Partire, dunque, dalle città: oggi le città sono motori dell’economia moderna e devono essere il punto di partenza per le politiche green: a causa del crescente dato della popolazione urbana (attualmente il 70% della popolazione europea, e italiana, vive in città e sarà l’84% nel 2050), problemi quali congestione del traffico, inquinamento dell’aria ed acustico, saranno sempre maggiori. Davanti a questa realtà, un modello di città sostenibile diventa la sfida in cui tutti, cittadini e amministratori, siamo coinvolti.

La mobilità è un aspetto del più vasto modello in questione: la sostenibilità urbana è un sistema che lega a sé, in equilibrio, le componenti del trasporto, dell’energia, della tutela del paesaggio e garantisce una migliore qualità di vita generale. Nel contesto della SEMS a cosa si può aspirare quale comune del Sud Italia? La collaborazione tra chi amministra e chi la vive la città, la fiducia nelle moderne tecnologie e il coraggio di mettere in discussione le abitudini consolidate, rappresentano le premesse per un cambiamento possibile, oggi e qui più che mai. Opzioni su cui si sta investendo a livello nazionale ed internazionale sono le comunità energetiche, il potenziamento delle infrastrutture verdi, della mobilità alternativa (elettrica, ciclabile ecc…), l’aumento delle zone30 e il blocco di veicoli altamente inquinanti, la rimodulazione del trasporto pubblico sulle esigenze della popolazione urbana (MAAS, mobility as a service), e la riqualificazione di immobili abbandonati o degradati per renderli spazi pubblici destinati alla collettività.

Tutto ciò trova spazio attraverso iniziative come la SEMS e i grandi progetti finanziati con gli investimenti come il PNRR. Tanti sono i “cantieri per il futuro verde dell’Europa” che le buone amministrazioni nazionali stanno realizzando e, anche in comuni come quello bitontino, la riqualificazione programmata di arterie cittadine fa ben sperare.
La sostenibilità, tuttavia, non può essere un modello calato da Bruxelles e nemmeno imposto dalle amministrazioni locali. Grandi fondi sono stati stanziati per l’impresa della transizione verde, ma, quando questi fondi termineranno, rimarrà ai cittadini reclamare il diritto alla sostenibilità e affrontare insieme agli amministratori la responsabilità, anche economica, della transizione.
Sono questi i momenti, guardando anche in prospettiva alle prossime elezioni europee, in cui si dimostra sempre più chiara la relazione virtuosa tra l’UE e le singole città; le stesse città e gli stessi cittadini d’Europa che possono rendere possibile questi cambiamenti epocali.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!