Hospice Monsignor Aurelio Marena: in 16 anni ha accompagnato 8mila famiglie

L'hospice di Bitonto

Ieri il compleanno della struttura della Fondazione Opera Santi Medici. Quella che oggi è una realtà preziosa, dovette superare non pochi ostacoli all’epoca della realizzazione

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L’hospice Monsignor Aurelio Marena ha compiuto ieri sedici anni. “Una storia che ha accompagnato circa ottomila famiglie trasformando il loro dolore in una grande speranza. Ed è proprio in questo anniversario che vogliamo rinnovare il nostro impegno perché l’hospice diventi sempre più il luogo della cura, della carezza, dello stare accanto”, si legge sulla pagina social della Fondazione Opera Santi Medici, “madre” dell’hospice.

“Un segno di identità del Santuario e della città di Bitonto: un segno della solidarietà umana, un segno dell’impossibilità di rescindere la responsabilità verso l’altro, un segno di una società condivisa e di una comunità che non si sottrae a sentire forte il vincolo della vicinanza. Una risposta alla sofferenza e alla disperazione esistenziale che consente di alleviare il dolore globale, fisico, psicologico, sociale e spirituale e garantire la dignità della persona”, scrive il professor Nicola Pice, sindaco di Bitonto all’epoca in cui l’hospice fu edificato e inaugurato.

“Nel corso di questi anni – aggiunge – è toccato spesso a molti di noi di condividere in quelle stanze l’umana sofferenza di qualche amico o di qualche parente: in quelle stanze abbiamo capito meglio il senso di una testimonianza di amore, di vicinanza, di comprensione, di condivisione empatica della sofferenza, abbiamo capito meglio il senso del compimento di una vita e la commozione di accompagnarla nel suo apprestarsi a varcare la soglia del tempo”.

Varcare la soglia del tempo e il volo verso il cielo: forse è qui il senso del volo degli uccelli che Franco Sannicandro volle realizzare sulla facciata est dell’hospice. Uccelli in volo verso l’alba, nell’eterno immenso tempio delle anime sognanti, come in quel dettaglio dell’affresco giottesco di Francesco che predica agli uccelli: le colombe scese ad ascoltare il Santo risalgono in cielo e si trasformano nelle nuvole dell’Ascensione di Cristo”, conclude Pice.

L’ingegner Emanuele Pagone, che fu responsabile del procedimento per la realizzazione dell’hospice, ricorda le “difficoltà del percorso amministrativo e tecnico” e “quelle legate alla diffidenza senza informazioni e senza fondamento di molti”. “Chi oggi amministra – aggiunge – sperimenta la solitudine e subisce il costante sospetto che operi per il proprio interesse e non per quello della comunità. Intanto godiamoci il risultato consapevoli che, almeno in quel caso, abbiamo operato bene”.

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