Marcia Perugia-Assisi, per BitontoLive in campo 5 fotoreporter d’eccezione

Marcia Perugia-Assisi
Alunni del comprensivo Cassano-de Renzio, sotto la guida del maestro Carmelo Bacco racconteranno l’evento a cui partecipano tutte le scuole bitontine
Angelica Bellomo, Luigi Bove, Antonio Giammarelli, Elisabetta Marrone, Alessia Savoia: sono i cinque studenti-fotoreporter bitontini che, insieme al maestro Carmelo Bacco, seguiranno per BitontoLive la marcia Perugia-Assisi in programma il 21 maggio. I cinque alunni dell’istituto comprensivo Cassano-de Renzio realizzeranno filmati, foto e racconti per costruire un vero e proprio reportage e due dirette social durante la marcia: alle 12 da Santa Maria degli Angeli e alle 15 da piazza San Francesco.
L’invito al grande evento del 21 maggio recita così: “Partecipa alla marcia Perugia-Assisi della pace e della fraternità. Trasformiamo il futuro, vieni anche tu!”. La partenza della marcia sarà dai Giardini del Frontone di Perugia alle 9. L’arrivo sarà alla Rocca Maggiore di Assisi alle 15.
I nostri fotoreporter non seguiranno soltanto la delegazione bitontina, ma l’intero evento.
Domani, nell’auditorium della Fondazione Santi Medici, le delegazioni delle scuole bitontine che hanno aderito alla marcia Perugia-Assisi con oltre 500 partecipanti, riceveranno l’investitura dal Comune a rappresentare la città.
Una marcia laica nata per iniziativa del movimento pacifista italiano nel 1961, che si snoda lungo un percorso di circa 24 chilometri, supportata dai francescani di Assisi. Quando giunge dinanzi alla basilica di san Francesco, sosta per ricevere l’abbraccio virtuale dei frati che partecipano all’organizzazione dell’evento. Lo stesso papa Francesco, così come i suoi predecessori, hanno fortemente caldeggiato la partecipazione alla marcia dei gruppi ecclesiali e degli scout. È un evento corale, che abbatte ogni steccato ideologico e religioso nel nome della pace, mai come oggi necessaria.
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Poi spieghiamo anche ai bambini che la pace non è quella che segue una vittoria militare. E che la pace non si promuove regalando sempre più armi a una delle parti in conflitto. Sennò riempiamo i bambini della retorica degli adulti.







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