A breve impianto di biogas a Terlizzi, posizione strategica per comuni limitrofi

A breve impianto di biogas a Terlizzi, posizione strategica per comuni limitrofi
Costruito da Sorgenia, produrrà una tipologia di carburante ecosostenibile al 100% e con utilità per il mondo agricolo
Interesserà anche il territorio di Bitonto l’impianto di biogas firmato Sorgenia che sorgerà a Terlizzi, in un territorio che non presenta vincoli ambientali e territoriali e ha anche ricevuto l’autorizzazione dalla Regione, come ha dichiarato Ettore Francesco Sequi, che è a capo della società. L’altro punto di forza è invece la posizione strategica perché l’impianto sarà al servizio di comuni limitrofi come Corato, Giovinazzo, Molfetta, Ruvo di Puglia e Terlizzi.
Ma cosa è il biogas (o biometano)? Si tratta di un impianto alimentato con materiale di origine vegetale e zootecnica (sansa e sottoprodotti ortofrutticoli): tutte materie di riciclo provenienti da agricoltura e allevamento, dalle quali può essere ancora tratto valore economico e ambientale che andrà a produrre una tipologia di carburante ecosostenibile al 100%, molto differente dai carburanti di origine fossile, anzi l’intento è quello di sostituirli. Verrà prodotto biogas capace di alimentare 25-30 camion al giorno evitando l’emissione in atmosfera di migliaia di tonnellate di anidride carbonica all’anno, inoltre altre tonnellate di anidride carbonica liquida verrà utilizzata per usi agricoli ed industriali oltre ad un quantitativo utile alla concimazione di migliaia di ettari di terreno agricolo.
È la stessa Sorgenia a rassicurare su alcuni aspetti fondamentali dell’impianto che lo legheranno in maniera per niente aggressiva al territorio: emissioni estremamente ridotte, pari all’utilizzo di una caldaia alimentata a nocciolino di oliva; effetto limitato sul traffico in quanto si stima che non verranno movimentati più di quattro camion al giorno per i rifornimenti; non verranno prodotti odori sgradevoli perché lo stoccaggio e la lavorazione della sansa saranno effettuati in ambienti totalmente chiusi. Anzi l’obiettivo è proprio quello di risolvere i problemi legati allo sversamento incontrollato della sansa nei terreni agricoli, con relative emissioni odorose causate da questa pratica purtroppo diffusa, e risparmio per il settore olivicolo in fatto di smaltimento della sansa stessa.
L’ultimo aspetto è legato alla quantità di suolo agricolo che verrà sottratto per la costruzione dell’impianto, limitatamente all’installazione di serbatori. Verranno rimossi circa 400 ulivi che verranno sostituiti da nuovi alberi mentre quelli rimossi saranno posizionati in parte ai confini dell’impianto per mitigarne la visibilità e altri saranno donati al Comune di Terlizzi per valorizzarne altre aree cittadini.
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