Cronisti di classe, piccoli alunni si cimentano col giornalismo

Nell’istituto comprensivo “Don Tonino Bello” di Palombaio e Mariotto quindici ragazzi formano la redazione del giornalino scolastico

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Un grande artista del calibro di Pablo Picasso affermò che “Il paradiso è amare molte cose con passione”. E quale modo migliore di coltivare le proprie passioni se non cominciando sin dalla tenera età? Approcciarsi al giornalismo e alla scrittura mentre si è tra i banchi di scuola può essere l’ideale, farlo con un progetto ad hoc ancora meglio: cronisti di classe. L’idea è venuta in mente ai docenti di scuola secondaria dell’istituto comprensivo “Don Tonino Bello” di Palombaio e Mariotto: quindici alunni delle classi seconde e terze impegnati in una vera e propria redazione per pubblicare il giornalino scolastico online. Il nome è tutto un programma: “Allons enfants!”. Avvincente, così come le diverse rubriche di cui i ragazzi si occupano mensilmente: cronaca dal mondo, accadde oggi, paese mio, redattori in erba, mi metto in gioco. Il primo numero, quello di gennaio, non è affatto banale: si parla della giornata della memoria e di guerre che non dovrebbero mai infestare i rapporti tra i popoli, si narra di messaggi di pace e inni alla libertà.

Per la generazione nata a cavallo del 2010, leggere o addirittura scrivere un giornale può sembrare anacronistico, loro che sono abituati a smanettare gli smartphone e a districarsi nella giunga dei social. Ragazzi che non sono più solo nativi digitali ma addirittura non riescono a fare a meno della tecnologia. La base è ovviamente comprendere la composizione della prima pagina di un quotidiano e come scrivere un articolo o un tema, esercizio che viene di solito utilizzato a scuola per tastare la preparazione di un alunno riguardo un argomento letterario o storico.

“È facile rilevare come ci si stia abituando a scrivere in maniera frettolosa, lasciando che delle sigle sostituiscano intere frasi, ma soprattutto quanto i ragazzi d’oggi abbiano perso l’esercizio alla lettura”, scrive il dirigente scolastico Michele Bonasia nell’editoriale che apre il primo numero online di “Allons enfants!”. Niente di più vero. Alla domanda “Quanti di voi hanno mai scritto un post su Facebook o Instagram?”, la risposta è emblematica: nessuno. In un mondo in cui ci si limita a condividere semplici fotografie o pensieri prodotti da altri, avere una propria idea diventa fondamentale. Per comprendere, per distinguersi, per non uniformarsi alla massa. L’informazione è a doppio senso: mi informo e informo gli altri.

Giocare ad essere giornalista può essere utile per ricercare, analizzare e riflettere. Le foto sono sì importanti ma vanno raccontate, spiegate. Senza il testo, nessuna immagine esprime appieno il suo contenuto.

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