L’inferno dell’Olocausto spiegato ai bambini, nella mostra del maestro Bacco

Marco Lovero
“Io sono esistito e nessuno racconterà la Mia storia”

L’esposizione itinerante sta facendo tappa nelle scuole primarie di Bitonto, Palombaio e Mariotto

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Cinquantasette pannelli formato A3, suddivisi in due sezioni: la prima è incentrata sulla storia della Shoah, la seconda raccoglie pensieri e poesie scritti dai bambini prigionieri di Terezin, città ghetto a 61 chilometri da Praga. È la mostra documentaria “Io sono esistito e nessuno racconterà la Mia storia”, pensata e curata dal maestro Carmelo Bacco a scopo didattico. L’iniziativa rientra nel cartellone di Memento, il progetto culturale dell’amministrazione comunale per riflettere sui genocidi e per raccontare gli eccidi di tutte le guerre, in particolare Shoah e Foibe.

«La location originaria doveva essere la villa comunale – spiega Bacco a BitontoLive – ma le condizioni proibitive del tempo ci hanno spinto a spostarla nelle scuole, e sono felice che abbiano dato la loro disponibilità ad accoglierla tutte le primarie di Bitonto e delle frazioni. È un bel segnale di interesse e di attenzione verso questo capitolo ancora buio della nostra storia, per mostrare ai bambini l’orrore delle persecuzioni razziali».

Domani la mostra sarà nella scuola Cassano, mercoledì alla don Milani, venerdì nel plesso di via Amendolagine della scuola Modugno. Poi farà tappa all’istituto Sacro Cuore e nelle scuole delle frazioni di Palombaio e Mariotto.

«L’inaugurazione di venerdì scorso, alla Caiati e alla Fornelli – racconta il maestro – è stata molto emozionante, non mi aspettavo un’accoglienza così calorosa. I bambini hanno cantato e letto poesie e pensieri, hanno mostrato grande partecipazione e sensibilità, insieme ai loro docenti».

«Si tratta di un lavoro documentario – aggiunge – fatto sulla base di testi e ricerche storiche, non vuole aggiungere nulla a quello che la Storia racconta. Ho cercato di usare un linguaggio chiaro, semplice e iconico, comprensibile per i bambini della scuola elementare, cercando immagini significative. Il fine, esclusivamente didattico, è quello di raccontare alle nuove generazioni ciò che è avvenuto e che purtroppo ancora avviene, permettendo ai più piccoli di avvicinarsi alla Storia, alla Verità con studio, informazione e scrupolo. L’impegno che si assunsero i primi manifestanti della Shoah era di ricordare cercando di evitare gli orrori. Purtroppo, questo non è bastato».

 

 

 

 

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