Omaggio a Michele Tatulli, a 43 anni dall’uccisione per mano delle BR

Commemorazione di Michele Tatulli ©BitontoLive.it
Ieri la commemorazione a Palazzo Gentile, alla presenza del questore di Bari Signer
Era l’8 gennaio del 1980 quando l’agente di Polizia Michele Tatulli fu ucciso. Aveva solo 24 anni. Speronato da una Fiat 128 bianca mentre era in perlustrazione nella zona sud di Milano a bordo dell’auto civetta insieme a due colleghi di pattuglia, morì sotto i colpi delle Brigate Rosse in una sparatoria. Nel processo che seguì Nicolò De Maria e Barbara Balzerani furono individuati come autori dell’attentato, Mario Moretti e Nicola Giannicola come esecutori materiali.
Dopo la medaglia d’oro al merito civile nel settembre 2004 e la targa commemorativa collocata nel Commissariato di Pubblica Sicurezza a gennaio 2020, Bitonto continua a ricordare Michele Tatulli ogni anno, con l’omaggio ai piedi della lapide commemorativa posta all’ingresso di Palazzo Gentile.
Ieri la cerimonia di commemorazione, nel 43esimo anniversario dell’uccisione. Vi hanno preso parte il questore di Bari Giovanni Signer, il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci, rappresentanti del Consiglio e della Giunta comunale, i familiari di Michele Tatulli, rappresentanti di tutte le forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale), semplici cittadini e rappresentanti della sezione bitontina intitolata proprio al giovane agente ucciso dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato.
Nel suo intervento, il questore Signer ha parlato di dovere di riconoscenza e di memoria nei confronti di Michele Tatulli e di tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine “perché il loro sacrificio ha fatto sì che la nostra funzione sociale venisse sempre più apprezzata dalla gente”.
“Il prezzo altissimo pagato da persone come Michele – ha spiegato Signer – ha consentito al sistema democratico del Paese di reggere nei difficili anni del dopoguerra. Nel tempo la considerazione per il nostro lavoro e per il nostro impegno è cresciuta grazie al loro sangue e al loro sacrificio”.
“Chi ha sparato quel giorno – ha concluso il questore – pensava di abbattere un sistema e invece lo ha reso più forte. Speriamo che di questa lezione della Storia l’Italia ne conservi memoria”.
Il sindaco Ricci ha ricordato che “per l’Italia gli anni 70 e 80 sono stati anni difficili, tremendi, segnati da lotte armate”.
“Michele Tatulli – ha sottolineato Ricci – è uno dei tanti figli di questa città e delle nostre zone andati al Nord per lavoro, dal momento che in quei tempi, ma anche oggi, il lavoro era difficile da trovare. Scegliere quel lavoro, conoscendo il rischio a cui si andava incontro, non era la scelta di un lavoro come ripiego ma di un lavoro come adempimento di un dovere. Questa all’epoca è stata la scelta di Michele Tatulli, che purtroppo l’ha visto vittima dei brigatisti a soli 24 anni”.
“Questo momento di condivisione – ha proseguito il sindaco – ci deve unire, deve essere punto di riferimento, stella polare per le nostre azioni e scelte future, indicandoci la direzione dell’ordine, della legalità, della trasparenza e del senso di responsabilità. Oggi più che mai il senso di responsabilità e del dovere per cui è morto Michele Tatulli deve segnarci nel quotidiano impegno per il bene comune”.
”Ringrazio tutti coloro che hanno voluto partecipare. Chiedo soltanto – questo l’appello di Grazia Tatulli, una delle sorelle di Michele – che ci sia più concretezza, ci sono norme e leggi alle quali noi famiglie abbiamo diritto. Dopo tanti anni dalla morte di mio fratello ho voluto attivarmi per fargli intitolare una strada. Spero solo che chi di competenza si attivi”.
Dopo l’omaggio ai piedi della lapide all’ingresso del Palazzo di Città, la cerimonia si è conclusa al cimitero con la deposizione di un fascio di fiori sulla tomba di Michele Tatulli.
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