Concorso di musica sacra “Pier Luigi Gaiatto”, premiato il bitontino Adriano Morea

In primo piano, il giovane bitontino Adriano Morea, in uno scatto della premiazione
Il 32enne, che al momento vive in Germania, si è distinto per la sua tesi sul compositore Tommaso Traetta, scritta in tedesco e tradotta poi in italiano
È un vulcano di passione e di impegno il 32enne bitontino Adriano Morea, nato a Bari ma vissuto a Bitonto fino al trasferimento all’estero ormai dieci anni fa, prima in Austria e poi in Germania. Neanche la pandemia è riuscito ad ostacolare la sua voglia di vivere con e per la musica, sempre sostenuta dagli studi professionali e dalla capacità di reinventarsi ogni giorno.
Classe 1990, dopo la maturità classica e la laurea magistrale in Lettere Classiche, Adriano si è diplomato al Conservatorio di Bari nel 2015 in organo, continuando a studiare anche composizione. Nel 2015 ha vinto il bando di concorso del Ministero dell’Istruzione come assistente di lingua italiana all’estero, precisamente in Austria, a Vienna, dove ha lavorato in due istituti commerciali. Qui ha studiato musicologia all’Università di Vienna conseguendo la laurea specialista in Musicologia lo scorso 26 settembre 2022 con una tesi, scritta originariamente in tedesco, proprio sul suo compaesano, il compositore bitontino Tommaso Traetta. A causa della pandemia, intanto, il giovane bitontino si era trasferito in Germania, lavorando come organista di chiesa e direttore di coro in una comunità parrocchiale di un paesino vicino Colonia, dove vive tuttora.
BitontoLive ha raggiunto telefonicamente Adriano, che si è raccontato a cuore aperto e ha condiviso la sua passione per Traetta e la volontà di omaggiare un figlio della sua città, Bitonto, con un percorso di studi davvero straordinario, che è stato apprezzato all’estero e poi premiato il 16 dicembre nel corso della sesta edizione del Premio biennale “Pier Luigi Gaiatto” della Fondazione Ugo e Olga Levi, riservato alle ricerche originali e inedite sulla musica sacra e sulla musica nella religione.
«Ho scritto una tesi su Traetta perchè secondo me c’è molto altro che va ancora scoperto e ricercato a livelli professionali. Dagli anni ’80 e ’90 in poi a Bitonto c’è stata una vera e propria “Traetta Renaissance” ad opera di Mario Moretti, Tommaso Urbano, Nicola Morea, amatori e musicologi che hanno iniziato a fare ricerche sul compositore bitontinto. Io mi ritengo un figlio di quell’epoca culturale perchè già quando ero a Bitonto ho iniziato ad interessarmi di Traetta e avevo già la strada spianata da questi studiosi precedenti, soprattutto da Mario Moretti, a cui ho dedicato la tesi, perciò ho deciso di continuare sulla loro strada», ha raccontato il bitontino.
Che ha poi spiegato: «Questi musicologi bitontini avevano raccolto fotocopie di manoscritti originali delle opere di Traetta, sparse oggi in tutto il mondo. Per senso di appartenenza alla comunità bitontina, mi sono orientato su Traetta perchè mi sembrava un tema interessante e così ho scoperto una messa, conservata in Spagna a Salamanca, che lo riporta come autore. Ho voluto omaggiare le mie origini, ma in realtà vorrei continuare ad occuparmi di Traetta anche durante gli studi che ho appena intrapreso nel dottorato presso il conservatorio di Colonia e scriverò un progetto di ricerca proprio sulla musica sacra del compositore bitontino».
La sua tesi di laurea – come raccontato da Adriano – «si basa su tre manoscritti testimoni , uno spagnolo e due belgi, di una messa in stile napoletano di cui sono riuscito a ricostruire la probabile versione originale e dimostrato, fino a prova contraria, la probabile paternità traettiana».
Da lì la decisione, a luglio scorso, di partecipare al premio biennale “Pier Luigi Gaiatto”: «Per farlo – racconta – ho tradotto la mia tesi in italiano, convinto di aver fatto un buon lavoro. Ho saputo poi della premiazione a novembre, quando ho appreso di aver vinto il secondo posto (il primo premio è andato a Cecilia Delama) in quanto la giuria ha apprezzato il mio lavoro “Influenze musicali italiane nell’Europa settecentesca. Il caso di una messa napoletana a Salamanca e Gand”, sostenendo che la mia ricerca si fosse distinta in modo particolare per la novità e la rilevanza del tema scelto, che fosse sostenuta da correttezza metodologica, competenza tecnico-musicale e logica dell’impianto argomentativo e che offrisse un contributo valido e innovativo su un tema sinora poco indagato».
Tuttavia, nonostante gli studi e la carriera come musicista, Adriano punta a fare ritorno alla sua città natale: «In Germania sto bene, ma non mi sento a casa. Ho intenzione di tornare in Italia appena concluderò il dottorato, ipoteticamente nel 2025, ovvero dopo 10 anni di vita all’estero. Inoltre sono risultato idoneo al concorso ordinario dei docenti, quindi prima o poi avrò una cattedra per insegnare in Italia, anche se vorrei continuare sulla strada della musicologia. A parte questo, credo che ci sia davvero tanto da fare e mi piacerebbe molto portare a casa tutto ciò che sono riuscito ad apprendere in questi anni passati all’estero, per dare così il mio contributo a far crescere e valorizzare il nostro territorio e la nostra cultura».
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