Discarica Fer.Live, le ragioni del no spiegate ai cittadini

Angela Ciocia, Beppe Cazzolla e Nicola Scoppio al banchetto informativo contro la discarica Fer.Live ©BitontoLive.it
Ieri il banchetto informativo in piazza San Pio, organizzato dalle associazioni Comitato Ambiente è Vita, Fare Verde Bitonto, 2hands Bitonto, Italia Nostra, Vogliamo Bitonto Pulita, Inachis
“Una cava dismessa immersa negli ulivi di contrada Colaianni, zona tra Palombaio, Sovereto e Bitonto in cui si produce il pregiato olio Dop, rischia di diventare la fossa dell’ennesima discarica nel nostro territorio. La società Fer.live ha chiesto di installare un impianto di smaltimento rifiuti speciali, in un luogo a rischio idrogeologico adiacente alla lama Balice e al torrente Marisabella. L’attuale progetto è difforme dal precedente, relativo a impianto di trattamento materiali ferrosi, che ottenne l’autorizzazione via nel 2012. Nonostante queste e altre criticità, la Fer.live ha acquisito il parere favorevole della Città metropolitana, pochi mesi fa. Le associazioni ambientaliste locali stanno collaborando con il Comune di Bitonto per mettere in campo tutte le misure legali per contrastare tale decisione e per sensibilizzare la popolazione”. È questa la sintesi della complessa vicenda Fer.Live, riportata sui volantini distribuiti ieri al banchetto informativo allestito in piazza San Pio. Un’occasione, proprio nel giorno della festa dei Santi Medici, per sensibilizzare e informare la cittadinanza sui rischi di questa nuova discarica che minaccia il nostro territorio. Tante le associazioni coinvolte nell’iniziativa: Comitato Ambiente è Vita, Fare Verde Bitonto, 2hands Bitonto, Italia Nostra, Vogliamo Bitonto Pulita, Inachis.
«Siamo alla vigilia di un’udienza davanti al Tar – spiega a BitontoLive Beppe Cazzolla di Fare Verde – dove si deciderà una parte del destino di questa città. Abbiamo colto l’occasione della festa dei Santi Medici perché è una giornata in cui c’è gente, anche forestiera, e cercheremo anche di capire quanto la gente sia interessata al tema. Ho l’impressione che siano sempre le stesse persone sensibili alla questione, nonostante coinvolga anche la futura generazione. La sfida è capire se la gente recepirà questo messaggio».
«Il problema generazionale – aggiunge – riguarda vari temi ambientali. C’è una fascia generazionale che va intorno ai 50 anni che è molto sensibile. I giovanissimi sono interessati a “flash”, si interessano al messaggio ma l’hanno dimenticato il giorno dopo e tranne qualcuno ai più ogni argomento come questo scivola. La generazione dei 40 in poi è più sensibile all’argomento, anche a causa dei figli piccoli. Quello che mi sorprende è la categoria degli agricoltori: bisogna capire come vogliono rispondere, sono presi dalle loro tantissime problematiche e non avvertono il problema della Fer.live».
Quanto alla gestione della vicenda da parte del Comune, Cazzolla sottolinea che «l’amministrazione ha impugnato i risultati della conferenza di servizi. In passato ci sono state varie problematiche ma anche la precedente amministrazione ha scelto la strada delle impugnative. Al di là di tante incomprensioni, l’impegno c’è stato».
Nicola Scoppio del Comitato Ambiente è Vita evidenzia con rammarico che «una certa freddezza e indifferenza di parte della cittadinanza. Molti preferiscono non sapere piuttosto che interessarsi e sentire responsabili. La gente nemmeno prende il volantino. È un po’ come in politica: la maggior parte delle persone vota a caso o secondo consiglio, si disinteressa e si lamenta».
Quanto alla “rete” fra associazioni per questa battaglia comune, «è un’esperienza fatta più volte – ricorda – ci si organizza meglio, si ha un maggiore coinvolgimento e si arriva a più persone. Il coinvolgimento del comune è importante perché ci dà autorevolezza, dove il cittadino ha paura ad avvicinarsi può essere rassicurato dal simbolo dell’amministrazione comunale. Condividiamo anche le azioni per via legale contro la Città metropolitana».
Nonostante gli sforzi compiuti per sensibilizzare i cittadini, molti non riescono a comprendere gli effetti che la discarica Fer.live potrebbe avere a lungo termine. «Il principale ruolo di noi associazioni – aggiunge Scoppio – è quello di cercare di arrivare alla gente e aiutarla a capire. Quello da far capire è l’effetto che l’ennesima discarica può avere sul nostro territorio, nei nostri volantini abbiamo riportato alcuni dei rischi che la discarica può avere sul nostro territorio. Oltre ad essere molto impattante sul territorio, rovinando e deprezzando i terreni, è anche un pericolo per la salute».
Commenti
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mi chiedo: perchè indurre alla mobilitazione i cittadini (padri di famiglia, lavoratori, studenti, pensionati etc etc) distraendoli dalle loro normali attività produttive quando invece sarebbe stato più semplice un SECCO DA NO DA PARTE DELLE ISTITUZIONI? (ma vi siete mai incuriositi sulle cause della resa italiana indegna durante il 2°conflitto mondiale?)







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