Risultato elezioni, il nostro piccolo exit poll ci aveva azzeccato

Marco Lovero
Votanti in fila in un seggio bitontino

Dal sondaggio fatto all’uscita dai seggi era emersa la vittoria del centrodestra e la tenuta del M5S, mentre solo un elettore su cinque aveva votato per il centrosinistra

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In un momento estremamente delicato per il Paese, fra post pandemia e crisi energetica, i cittadini sono stati chiamati alle urne. Dopo una campagna elettorale memorabile (non certo in positivo), abbiamo tastato il polso degli elettori bitontini: una sorta di exit poll per sondare soprattutto umori e aspettative.

Quasi la metà dei trentuno intervistati ha dichiarato di aver votato per il centrodestra, in particolare Fratelli d’Italia, per dire sì alla flat tax e opporsi a legalizzazione della cannabis, eutanasia, reddito di cittadinanza e matrimonio egualitario. «In particolare – ci spiega uno dei sostenitori della Meloni – il centrodestra si è mostrato fin da subito compatto, con un programma forte e con degli obiettivi che per larga parte condivido. Per me è stato decisivo il confronto con i programmi delle altre coalizioni: troppe incertezze e poca chiarezza su alcuni punti».

C’è anche chi continua a sostenere il Movimento 5 Stelle, una scelta motivata dal rinnovamento del partito e da un programma elettorale che promette un disegno di legge sul salario minimo e il perfezionamento del reddito di cittadinanza. «Due obiettivi – sostiene un grillino – che devono essere le priorità in un momento come questo in cui molti sono in difficoltà. Non lasciare nessuno indietro è una forma di civiltà che permette di preservare la dignità umana».

Pochi i sostenitori del centrosinistra, appena un quinto degli intervistati, che hanno scelto di votare la coalizione non solo per contrastare l’avanzata della destra che, secondo loro, guarda al passato, ma anche per sostenere una svolta più europeista e per la realizzazione di politiche a tutela dell’ambiente. «Ho scelto di andare controcorrente rispetto ai sondaggi – rivela una ragazza – visto che l’unica coalizione che ascolta almeno in parte i bisogni di noi giovani è quella di centrosinistra. Il voto per i fuorisede, lo Ius scholae, gli stage retribuiti sono tutti obiettivi importantissimi per chi come me sta affrontando una fase di transizione fra università e mondo del lavoro».

Fra gli intervistati c’è anche chi fa previsioni sul risultato: in molti auspicano l’elezione dell’ex sindaco Abbaticchio «per i risultati e l’impegno dimostrato nei suoi dieci anni da amministratore comunale e per la sua disponibilità», dando però quasi per scontata la maggioranza assoluta del centrodestra al Senato e alla Camera.

Non manca però amarezza e delusione, specialmente fra gli under 30. «Per la prima volta – confessa un giovane – lascerò la scheda bianca, non c’è nessuno che mi rappresenti. Anche molti dei miei coetanei con cui mi sono confrontato sono della stessa idea e qualcuno ha scelto di non andare a votare. Siamo stanchi di votare il “meno peggio”, di promesse elettorali non mantenute e di politici che si iscrivono a Tik Tok nella speranza di ottenere qualche voto in più da noi giovani».

Quello che emerge dal nostro piccolo exit poll, specchio della situazione politica nazionale, è un centrodestra premiato per la sua solidità e per la sua coerenza sui temi più conservatori, un Movimento 5 Stelle che gode di rinnovata fiducia, puntando sul mantenimento del reddito di cittadinanza, e una coalizione di centrosinistra che arranca nonostante le proposte progressiste. Ma i veri sconfitti di queste elezioni sono i giovani, che si sentono sempre meno rappresentati, sempre più lontani dalla politica, sempre più soli in balia di un futuro incerto.

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