2hands, la cura del Pianeta comincia dai piccoli gesti

Marco Lovero
Clean up dei volontari 2hands

Intervista a Riccardo Mancini, presidente dell’associazione ecologista che ha messo radici anche a Bitonto

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“Unire persone ispirate verso un unico obiettivo, salvare l’ambiente attraverso un approccio pratico e d’impatto spinto dalle sinergie fra individui, dalla passione e dal coraggio di cambiare”: è questo il fine di 2hands Organization, associazione nata nel 2018 a Molfetta con lo scopo di contrastare l’inquinamento e il degrado urbano attraverso clean up, campagne e progetti.

Riccardo Mancini, presidente di 2hands Organization, ci racconta questa realtà giovane che ha messo radici anche a Bitonto. La filosofia è combattere l’inciviltà e l’abbandono dei rifiuti che sporcano le nostre città e campagne con le armi dell’impegno civico e della perseveranza, con piccoli gesti che possono cambiare la percezione della realtà che ci circonda, seminando il rispetto per l’ambiente e la natura, diffondendo la consapevolezza che tutti possiamo essere protagonisti del cambiamento. Questo è il frutto di movimenti ambientalisti che in questi anni sono diventati sempre più popolari fra tutte le fasce d’età ma in particolar modo fra i più giovani, come il Fridays for Future ispirato da Greta Thunberg. Perché la cura dell’ambiente, come tutte le sfide del futuro, non può prescindere dal coinvolgimento delle nuove generazioni.

 

Com’è strutturata 2hands?

«2hands è presente in Puglia (a Molfetta, Giovinazzo, Bitonto, Bari, Gravina e Altamura), in Sicilia (a Palermo), nelle Marche (a Macerata e Ancona) e in Emilia (a Bologna). Ogni sede è autonoma dal punto di vista economico e legale, ma tutte sono accomunate dalla voglia di tutelare l’ambiente dai tanti gesti d’inciviltà. L’associazione vanta, oltre ai giovani volontari, anche un comitato scientifico che contribuisce alla sensibilizzazione della comunità nazionale con articoli specialistici e report scientifici sulle tematiche ambientali».

 

Quali sono le attività promosse da 2hands?

«Oltre ai clean up, gli interventi di pulizia urbana e delle aree periferiche, 2hands è stata promotrice della campagna Mission Land Savior finalizzata alla rimozione di rifiuti e alla piantumazione di 500 alberi, e Operation Adriatic Heroes consistente in 70 interventi di clean up che hanno prodotto la rimozione di 20mila chili di rifiuti da mare e costa. Poi ci sono i progetti 2breathe che puntano all’allestimento di boschi urbani per consentire un miglioramento della qualità dell’aria e un incremento della biodiversità, ma anche con funzione sociale attraverso appositi laboratori e percorsi sensoriali. 2map, invece, è un sistema di mappatura con cui il cittadino può segnalare a 2hands una discarica abusiva che viene poi indicata ad amministrazioni, società di rimozione rifiuti e corpi statali predisposti alla vigilanza per proporre un intervento di bonifica attraverso un report mensile dell’area. C’è anche 2drink, che consistente nella creazione di una borraccia termica dotata di QRcode che, una volta inquadrato attraverso lo smartphone, rimanda ad una mappa Google in cui sono presenti tutte le fontanelle pubbliche della zona».

 

Quanto è importante la collaborazione con scuole e università?

«2hands Organization, attraverso il suo comitato scientifico, si sta occupando della creazione di slides per la sensibilizzazione nelle scuole e nelle università. Le sedi potranno quindi creare una rete basata sullo scambio di idee e sul confronto con le varie realtà. In particolar modo le università appaiono fondamentali per poter individuare partner affidabili e per la creazione di progetti in sintonia con la comunità scientifica».

 

Quali scelte di vita può adottare ciascuno di noi per contribuire alla sostenibilità ambientale?

«È necessario evitare di acquistare articoli monouso, comprando invece oggetti che non diventino rifiuti: un valido esempio possono essere il sapone solido, le confezioni ricaricabili di alcuni prodotti ed usare spazzolini in bambù invece che di plastica. Un’altra accortezza può essere la verifica dei propri contratti energetici, privilegiando gestori che utilizzano fonti rinnovabili per diminuire l’emissione di gas serra. Anche limitare il consumo di carne, prodotta in allevamenti intensivi che impiegano enormi quantitativi di acqua e di energia, può essere utile a limitare l’inquinamento».

 

A breve Bitonto dovrà passare alla raccolta differenziata porta a porta. Quanto è importante differenziare in modo corretto?

«In questo contesto la sensibilizzazione e la corretta informazione assumono un ruolo chiave: un processo inefficiente di riciclaggio porta a maggiori scarti di materiali, maggiori costi e maggiori consumi, influendo negativamente sui cambiamenti climatici. È necessario creare un’economia circolare basata sul continuo riutilizzo dei materiali, così da avere impatto ambientale minimo. Chi abbandona rifiuti, dalla comune bottiglia di plastica che rilascia microplastiche nell’ambiente all’amianto, deve rendersi conto del danno che va a creare. Spesso si tratta di un problema culturale».

 

 

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