Attualità

Premio Francavilla per Nicola Lavacca. «L’ho dedicato a tutti i bambini ucraini»

Mariella Vitucci
Nicola Lavacca premiato da Lino Patruno
Sedicesimo riconoscimento professionale per il giornalista bitontino, che confessa un'emozione incontrollabile
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«Ho computo 65 anni a febbraio, e ho cominciato sto mestiere nel 1976. Sono un po’ datato…».  Nicola Lavacca si descrive così. La sua voce ruvida e bassa ha quasi pudore di raccontare del Premio Francavilla ricevuto due giorni fa, per un articolo pubblicato sulla testata online di Famiglia Cristiana. Questo premio è il sedicesimo, che si aggiunge ai tre Premi Michele Campione e ad altri importanti riconoscimenti nazionali ottenuti tra Verona, Roma, Trento, Pistoia.

L’aspetto burbero («una corazza per difendersi dalle delusioni della vita») nasconde un cuore grande, animato dalla passione per lo sport e il giornalismo e da un’umanità schietta che si rivela nella sua scrittura. Nicola Lavacca è un maestro nel raccontare storie. Come quella di Paolo Vicino, il portiere del Gravina in Puglia che da dodici anni si prende cura dell’amico Michele Lacarpia, in sedia a rotelle perché affetto da tetraparesi. Questa storia di amicizia autentica, diventata un libro e un grande progetto, Nicola l’ha scritta per Famiglia Cristiana a novembre scorso, e gli è valsa il Premio Francavilla.

La cerimonia di consegna si è svolta il 17 marzo nell’aula del Consiglio regionale, organizzata da "La Piazza" con il patrocinio del Consiglio regionale della Puglia, dei Comuni di Alberobello e Castellana Grotte e dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia.

«Sono andato nel pallone – confessa – e non sono più riuscito a parlare… Ho dedicato il premio a tutti i bambini ucraini, in particolare a quelli che hanno perso la vita in questa guerra assurda. La dedica mi ha portato inevitabilmente alle lacrime e mi ha tolto la parola. Un'emozione forte che mai avrei pensato mi venisse così».

La commozione ha rotto gli argini, dando sfogo all’angoscia che Nicola Lavacca condivide con la moglie Sara per le sorti del popolo ucraino. Un popolo a cui sono legati da affetto profondo, avendo accolto un bambino ucraino che aveva solo sette anni quando arrivò in casa loro e nella loro vita, nel 2008. Se provi a parlarne, lui alza subito un muro: «Questa resta una cosa personale». Lo fa da sempre. La sua storia rimane privata ma il dolore rompe il silenzio e diventa pianto.  

“Quelle braccia forti che servono per parare e impedire che il pallone entri in rete sono anche il simbolo della solidarietà e dell’amore fraterno”: comincia così l’articolo per cui Nicola Lavacca ha vinto il Premio Francavilla. Leggere la storia di quest’amicizia speciale che va oltre ogni barriera, è il modo migliore per capire Nicola Lavacca, per entrare nell’anima di questo giornalista bitontino «un po’ datato» che ha ancora tanto da raccontare.

 

sabato 19 Marzo 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 16:50)

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