Politica

Sinistra Italiana: «Il Pd Bitonto e l’eterna sindrome del Marchese del Grillo»

La Redazione
Alberto Sordi ne "Il Marchese del Grillo"
L'accusa: «Non si può pensare di operare in assenza di dialogo, o con la supponenza di una leadership mai conquistata»
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Si scalda l’atmosfera politica in area centrosinistra a Bitonto, in vista delle prossime elezioni amministrative. Sinistra Italiana lancia strali al Partito Democratico nel comunicato stampa che riportiamo integralmente.

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«Ecco il Pd di Bitonto che, come i brokers di Wall Street, puntualmente al suono della campana d’inizio campagna delle amministrative, inizia le contrattazioni investendosi di quel protagonismo in negativo che ha caratterizzato gli ultimi quindici anni della nostra Città, la disintegrazione del centro sinistra.

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A cosa vale ergersi fautori di una Agorà quando per ben due volte il medesimo partito ha abbandonato proprio quel centro sinistra che governa insieme a loro questa Città? Era dal dicembre 2020 che Pd, Sinistra Italiana, Iniziativa Democratica, Italia in Comune, Rifondazione Comunista, Officine Partecipate e 70032 Città in Movimento (oggi Noi per la Comunità), avevano iniziato un percorso che certamente non poteva avere la forma e la sostanza di una coalizione politica – Sinistra Italiana non era e non è parte integrante del governo cittadino – ma era il tentativo di aggregare gruppi politici al fine di elaborare e condividere una serie di azioni per definire obiettivi e strumenti del progetto “nuova” Bitonto.

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L’ambizione era quella di produrre per il Pnrr (quello che il Pd evoca nel suo post), un piano progettuale con il quale individuare misure ed elementi necessari alla materializzazione di interventi e opere strategiche per la crescita e la modernizzazione della nostra Città. Bene, il Pd dopo un anno di intensi incontri, dove vennero sviluppate concrete idee progettuali, fece naufragare quel tentativo di sintesi. Forse la consapevolezza che le idee non potessero essere frutto delle loro dirette elaborazioni avrebbe potuto erodere le fondamenta del loro protagonismo, le Agorà?

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Non vogliamo credere a questa ipotesi perché ad una Agorà, Sinistra Italiana è stata anche protagonista, dunque, è semplicemente il principio del primato della politica cittadina che ha determinato l’interruzione di quel primo percorso da parte del Pd.

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Il secondo tentativo di unità del centro sinistra si è tentato a partire dalla scorsa estate, allorché si è dato corso ad una nuova iniziativa coesiva tra le forze politiche che sostengono la maggioranza di governo (Pd, Iniziativa Democratica, Italia in Comune, Officine Partecipate, Noi per la Comunità, Governare il futuro, La Puglia in più, Laboratorio, Clima, Strada Civica, Centro Democratico e Rifondazione Comunista) e Sinistra Italiana.

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I principi comunemente adottati si fondavano sulla pari dignità delle forze politiche, l’autodeterminazione, la continuità di quelle idee virtuose che non avevano trovato attuazione, la proposizione, lo sviluppo e la visione strategica di una nuova Bitonto. Ebbene, anche questa volta il Pd dopo diversi incontri, senza dare plausibili spiegazioni, ha deciso di abbandonare questo secondo tentativo di ricerca dell’unitarietà. Per il Pd sono indispensabili le Agorà, magari anche insieme a quelle forze politiche dichiaratamente contrarie all’amministrazione cittadina e che più volte hanno manifestato l’idea che nella attuale politica non esistono più distinzioni tra i valori della destra e della sinistra. D'altronde persino il Pd cittadino ha evocato il modello dell’attuale governo nazionale.

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Anche Sinistra Italiana notoriamente non ha mai sostenuto e tuttora non sostiene l’attuale governo cittadino, eppure con non poche difficoltà è riuscita a trovare punti di condivisione con le forze politiche con cui attualmente dialoga, partendo dal presupposto che dai valori fondanti della sinistra non è possibile transigere.

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Ma il Pd, che è parte integrante dell’attuale maggioranza e che si schiera apertamente contro chi non riconosce i valori della sinistra, perché non opera un atto di coerenza abbandonando l’attuale maggioranza allo stesso modo di come ha fatto con le stesse forze politiche del centro sinistra?

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Il fatto è che, oltre la coerenza, occorre l’umiltà di riconoscere che non si può pensare di operare in assenza di dialogo, o con la supponenza di una leadership mai conquistata nel nostro territorio, si rischierebbe di perdere l’occasione di valorizzare competenze, idee e analisi più innovative delle nostre. È necessaria la partecipazione delle realtà sociali, dai sindacati alle associazioni ambientaliste, passando per il mondo del terzo settore. Non possiamo correre il rischio che le nostre proposte possano trasformarsi in una collezione di progetti e di piccole azioni di potenziamento degli strumenti già in campo, indebolendo quelle misure che potrebbero risolvere i problemi strutturali che pregiudicano il nostro sviluppo».

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mercoledì 9 Febbraio 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 17:02)

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Pino
Pino
6 mesi fa

Il vero problema è che la sinistra è divisiva per sua propria natura. Ho ancora presente Bertinotti che da posizione estrema si accomodo' alla Presidenza della Camera perseguendo un lento ma progressivo imborghesimento. Come i grillini peraltro. Partono rivoluzionari per diventare imperatori. Tutti napoleonici