L’Asi cerca con insistenza suoli, Giovinazzo e Bitonto tacciono

La Redazione
La zona Asi di Molfetta

Oltre alla Intel, 34 aziende sarebbero interessate ad insediarsi nell’unica area industriale disponibile. Ma l’attenzione potrebbe spostarsi su Molfetta

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«Informare è un dovere, il silenzio un delitto». Così scrive il Comitato per la Salute Pubblica, facendo riferimento ad altri articoli di stampa apparsi sui quotidiani a proposito delle evoluzioni, ormai giornaliere, sulla zona Asi. E le evoluzioni sono tutte nelle conferme che arrivano direttamente dal Consorzio Asi: 34 aziende hanno chiesto suoli. Il consorzio barese ha già provveduto ad alcune assegnazioni per circa 200 posti di lavoro. 

E ancora la conferma che la Intel vuole 300 ettari di territorio dove insediarsi, da attrezzare anche con intervento diretto (penserebbe cioè la stessa multinazionale a provvedere alle urbanizzazioni), e che la sola area disponibile è quella che ricade tra i comuni di Giovinazzo e Bitonto. Dalla Regione arriva un’altra conferma: stiamo trattando. Il rischio è che la Intel decida di andare altrove, se non ha subito risposte sulla disponibilità dei suoli. 

«La cronaca incalza – scrive il Comitato – ma la storia rischia di andare oltre». L’occasione dovrebbe essere ghiotta: mille posti di lavoro a cui aggiungere l’indotto diretto e indiretto. Eppure c’è silenzio da parte delle amministrazioni comunali. «È un delitto non rispondere – incalza il Comitato – soprattutto da parte di chi ha il potere e il dovere di partecipare a scelte così importanti visto che rappresenta all’interno dell’Asi tutta la comunità». 

Intanto le richieste di assegnazione di aree incalzano e il presidente del Consorzio Paolo Pate ha messo in agenda un incontro con il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, per risolvere il problema della disponibilità dei suoli. Lì i problemi sarebbero tutti nel drenaggio della acque meteoriche che, in caso di piogge più o meno abbondanti, allagano strade e intere zone dell’area industriale e commerciale. Ancora passi, quindi, da parte del Consorzio, passi da fare in fretta per cercare soluzioni e non farsi scappare possibilità di insediamenti industriali che significherebbero occupazione e sviluppo e per contro chi le aree disponibili le ha, non fa sentire per nulla la propria voce.

Per questo il Comitato per la Salute Pubblica chiede a gran voce che sia indetto un momento di confronto pubblico sul tema, aperto anche ai dirigenti Asi. Per capire quali siano le volontà concrete degli amministratori locali, che al momento sembrano per nulla interessati a queste opportunità di sviluppo. 

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Commenti

  • BABBO NATALE (utente non verificato)

    PERDERE QUESTO TRENO SIGNIFICA NON SOL L'INARIDIMENTO ECONOMICO MA ANCHE LA VERGOGNA. VERGOGNATEVI SE NON CI RIUSCITE. FATEVI DOMANDE ALLO SPECCHIO: UNA POLIGONALE RIFATTA E MAI NATA. PERCHè MODUGNO NEGLI ANNI '60 E BITONTO NULLA? PERCHè MOLFETTA NEGLI ANNI 2000 E BITONTO NULLA? SEMPRE A PENSARE AL BILANCIO STATE?