Immaginare il futuro, a Bitonto la Scuola SOU di Architettura per Bambini

Mariella Vitucci
Scuola di Architettura per Bambini a Bitonto

Presentato ieri a Masseria Lama Balice il programma dell’anno accademico che partirà il 4 dicembre, diretto dall’Art Community Association

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Vede la luce a Bitonto la prima Scuola di Architettura per Bambini, presentata ieri alle famiglie in un incontro a Masseria Lama Balice in via del Burrone 14, che sarà sede delle lezioni insieme a quella dell’Art Community Association in via Beccherie Lisi 3/5. L’idea nasce proprio dall’ACA e dal suo team di professionisti con diverse formazioni e competenze, che dal 2012 opera per lo sviluppo sostenibile promuovendo nuovi stili di vita consapevoli e l’inclusione sociale.

«SOUx a domicilio – spiega l’architetto Loredana Modugno, direttrice della scuola e presidente dell’Art Community Association – è una sorta di “franchising culturale” che ripropone a Bitonto il format della scuola SOU (dal nome dell’architetto giapponese Sou Fujimoto), nata in Italia cinque anni fa a Favara per iniziativa di una coppia di avvocati che ha deciso di trasferirsi da Parigi insieme alle figlie in questo piccolo borgo dell’agrigentino per ridargli vita, coinvolgendo i bambini. Attraverso il metodo SOU s’inietta consapevolezza e positività nel vecchio tessuto urbano, grazie al contributo attivo dei futuri cittadini. SOU vuol dire libertà di pensiero e immaginazione. E infatti il nostro programma educativo incrocia discipline e saperi, stimolando i bambini a riflettere, progettare e agire, proponendo e provando a realizzare progetti che abbiano impatto sulla città e sugli spazi da condividere».

La Farm Cultural Park realizzata a Favara è uno dei centri culturali indipendenti più influenti del panorama contemporaneo, un progetto di ripensamento e rinascita delle città che ha vinto innumerevoli premi, tra cui il prestigioso Curry Stone Design Prize come una delle cento esperienze internazionali che hanno prodotto maggiore impatto sociale nel mondo negli ultimi dieci anni. Partito da Favara, il modello della Farm Cultural Park ha poi attecchito in altre realtà in Italia e in Europa. Bitonto è un nuovo laboratorio di sperimentazione del metodo SOU, dove architettura, urbanistica e ambiente diventano gli strumenti per costruire un’idea nuova di comunità. Anche arte, design, agricoltura urbana ed educazione alimentare sono “materie di studio” per coinvolgere bambini, adolescenti e famiglie in un percorso di rigenerazione urbana che parte dal basso.

La Scuola di Architettura per Bambini è strutturata come un vero anno accademico e prevede lo svolgimento di una lezione settimanale (il sabato, dalle 15.30 alle 17.30) ma anche uscite guidate nel territorio. È previsto un numero massimo di 35 partecipanti, di età compresa tra i 7 e i 12 anni (per informazioni su costi d’iscrizione e orari: 338 2153108 – artcommunityassociation@gmail.com).

Il progetto, già patrocinato dalla Scuola di Ingegneria & Architettura e da Masseria Lama Balice, sta per acqisire il patrocinio del Comune di Bitonto. 

Tema scelto per la programmazione del primo anno accademico di SOUx a domicilio Bitonto è la rimozione delle barriere, non solo fisiche ma anche culturali. «Vogliamo celebrare la diversità – spiega l’architetto Modugno – e siamo felici dei primi riscontri ricevuti. C’è grande attenzione e curiosità verso questo progetto. Sabato 4 dicembre si terrà la lezione di prova per tutti i bambini interessati, dalle 15.30 alle 17.30 a Masseria Lama Balice. Vogliamo provare ad educare i più piccoli a diventare cittadini consapevoli, a riprendersi gli spazi pubblici e ad averne cura, a rimodularli per renderli più vivibili e inclusivi, ma anche più belli».

Educare alla bellezza: un obiettivo che ha bisogno di percorsi guidati. Ed è proprio questa la mission di SOU. «Ho partecipato di recente ad un laboratorio in cui un gruppo di bambini stava costruendo una città ideale con un programma virtuale. Quando ho chiesto quali elementi avrebbero voluto inserire lungo un percorso pedonale, mi sono sentita rispondere “posti auto”. La verità è che i bambini non sanno neppure immaginare spazi diversi da quelli a cui sono abituati, e vanno rieducati alla bellezza. Ecco perché nei nostri laboratori – annuncia Loredana Modugno – si parlerà di architettura come ri-educazione alla vita. Avremo docenti di altissimo livello che spazieranno dalla rigenerazione urbana agli stili di vita sostenibili. Abbiamo coinvolto anche agronomi e paesaggisti, per immaginare contesti più a misura d’uomo. Anche la scelta della sede della scuola, immersa nella Lama Balice, non è casuale, perché è uno spazio verde che ha bisogno di essere ricucito con la città».

Art Community Association ha focalizzato proprio nel Parco naturale regionale di Lama Balice il luogo delle azioni di sensibilizzazione e valorizzazione del paesaggio. L’ambito di rigenerazione individuato è il percorso che lambisce la lama, che risale da piazza Castello a via Galvani e via Burrone fino a raggiungere il Ponte Tubo (il ponticello di supporto ad una condotta di adduzione dell’acqua) che collega la lama alla Zona 167. E da lì verso via Berlinguer fino a via Vecchia Cappuccini.

«Lama Balice – spiega l’architetto Modugno – è un fiume verde che proviene dalla Murgia e continua il suo percorso verso il mare, unendo Bitonto con Bari. Fino ad oggi la lama è stata vissuta come un corpo estraneo al tessuto della città. Questo elemento naturale è stato poco considerato, ed anzi spesso utilizzato come discarica urbana. Eppure rappresenta una risorsa ecologica e ambientale strategica per Bitonto, dal cui utilizzo dipende il potenziamento dell’identità storica e culturale della città. Riappropriarsi e prendersi cura di questo territorio non è solo uno strumento di riqualificazione urbana ma anche di aggregazione sociale. Lama Balice è un corridoio ecologico che si connette con tutta la città grazie a spazi urbani, giardini pubblici e privati, aree oggi degradate che potrebbero essere coinvolte nello stesso processo di riqualificazione e valorizzazione».

Le lezioni del primo anno accademico di SOUx a domicilio Bitonto si terranno dal 4 dicembre al 30 luglio. A conclusione di questo percorso, verrà redatto un documento di rigenerazione urbana che potrà tradursi in urban action se ci saranno sponsor per realizzarla. «Questa è cittadinanza dal basso, perché lo spazio pubblico è di tutti. Per me che ho vissuto per dodici anni in Spagna, a Barcellona, dove sono avanti di quindici anni rispetto a noi, la scelta di tornare in Puglia è stata dettata dal bisogno di costruire un futuro più a misura d’uomo per le nostre comunità. Un bisogno che guida ogni mio progetto di rigenerazione urbana, che parte sempre dall’ascolto delle realtà locali, anzi dall’immersione nei contesti locali. Quando immagino un progetto, m’immedesimo nei cittadini di quel comune, per capirne i bisogni e trovare soluzioni per superare le criticità. Serve entusiasmo per la vita per poter immaginare il futuro. Serve passione e capacità di comunicazione, apertura alle contaminazioni. Bisogna rompere le caste e gli schemi che ingabbiano lo sviluppo. All’estero c’è maggiore apertura che abbatte le barriere. I miei maestri a Barcellona mi hanno spalancato le porte per essere al loro livello. Quando mi chiedono “Non hai paura che ti rubino le idee?” sorrido, perché dopo tre ore ne ho un’altra».

E conclude: «Il mio primo progetto pubblico a Bitonto è del 2007: la riqualificazione del lungolama e dell’ex macello. Progetti che finalmente stanno per vedere la luce. Anche questa Scuola di Architettura per Bambini è un modo per donare qualcosa alla città».

 

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