Antimafia, 99 arresti di affiliati al clan Strisciuglio

La Redazione
La sezione distaccata del Tribunale di Bari a Bitonto

Alle 11 i dettagli nella conferenza stampa nell’aula bunker di Bitonto

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Dalle prime ore di questa mattina, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari e i Carabinieri del Comando provinciale di Bari, a conclusione di complesse indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, con la collaborazione della Direzione Nazionale Antimafia, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 99 indagati, ritenuti capi e affiliati del clan Strisciuglio, nell’ambito di una vasta operazione antimafia condotta sulla città metropolitana di Bari.

Maggiori dettagli sull’operazione saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà nell’aula bunker di Bitonto alle 11, con la partecipazione del Procuratore nazionale antimafia, del Procuratore della Repubblica e del Coordinatore della DDA di Bari e dei vertici provinciali della Polizia di Stato e dei Carabinieri.

Capi e affiliati del clan Strisciuglio sono accusati di associazione mafiosa, reati di droga, armi, estorsioni, lesioni e rissa. 

L’indagine, denominata ‘Vortice Maestrale’, è coordinata dai pm Lidia Giorgio e Marco D’Agostino in collaborazione con la DNA. L’inchiesta ha ricostruito gerarchia e attività illecite del clan tra il 2015 e l’attualità per il controllo del territorio nei quartieri baresi Libertà, San Paolo, San Pio-Enziteto, Santo Spirito e San Girolamo e nei comuni di Palo del Colle e Conversano, documentando estorsioni a commercianti, riti di affiliazione, conflitti con altri gruppi criminali, minacce e pestaggi per punire sodali infedeli, cattivi pagatori o risolvere questioni sentimentali.

A capo dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, c’erano i pluripregiudicati Vito Valentino e Lorenzo Caldarola, oltre ai referenti nei vari rioni e città della provincia (Alessandro Ruta, Saverio Faccilongo, Giacomo Campanale). Tra gli arrestati, a 53 dei quali l’ordinanza è stata notificata in carcere, ci sono i figli del boss Caldarola, Francesco e Ivan, e Antonio Busco, ritenuto quest’ultimo uno dei fornitori di droga. L’ordinanza è firmata dal gip del Tribunale di Bari Giovanni Anglana. Nell’inchiesta che coinvolge complessivamente 147 indagati, sono contenute le dichiarazioni di 21 collaboratori di giustizia. 

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