Pro e contro della cittadinanza digitale

I B liceo Fermi di Bari
Internet

Accessibilità e rischio sicurezza: due facce della stessa medaglia, come ci ha spiegato il professor Nicola Parisi

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Tra gli obiettivi del FABLAB-Poliba Bitonto c’è anche quello di accompagnare le istituzioni – illustrandone i caratteri – verso la transizione digitale.

Nel ruolo di professore di Progettazione architettonica del Politecnico di Bari e di direttore del FABLAB, il professor Nicola Parisi non poteva non cogliere l’invito giunto dalle classi I e II B del liceo Fermi di Bari a discutere di “cittadinanza digitale”. L’incontro è entrato subito in medias res definendo il significato delle parole “cittadinanza” e “digitale”. La prima vuol dire far parte di una comunità, essere cittadini, vuol dire dedicarsi alle attività comuni. La seconda va a caratterizzare la cittadinanza: noi viviamo quest’ultima attraverso gli strumenti digitali, ovvero tutta la vasta gamma di apparecchi elettronici che ci consentono di stare in rete con gli altri.

Con la pandemia, la declinazione di cittadinanza digitale si è fatta pressante e ha rivelato molte carenze “funzionali” soprattutto della fascia d’età più alta della popolazione, a differenza dei nativi digitali che hanno risposto più adeguatamente ad un nuovo modus vivendi e operandi.

In merito alla spinosa questione su pro e contro della cittadinanza digitale, il professor Parisi ha ben delineato la loro variabilità: non sono elementi costanti ma mutevoli, legati al momento, e possono essere gli uni numericamente maggiori o inferiori agli altri a seconda di come si gestisce la transizione.

Uno dei vantaggi è rappresentato dall’accessibilità: si ha la capacità di accedere a piattaforme, di visitare siti storici e artistici, di partecipare a percorsi educativi e formativi, di apprendere e condividere informazioni anche dall’altra parte del mondo stando comodamente a casa.

Uno dei contro è quello della sicurezza. Sì, perché oggi tutti gli strumenti elettronici possono entrare nella rete e dalla stessa essere “controllati”. Una smart tv, per esempio, con una telecamera integrata, potrebbe essere utilizzata da qualcuno capace di entrare al suo interno e violare la nostra privacy. Proprio per questo motivo la cyber security è un settore in progressiva crescita e i profili professionali inerenti questa materia sono i più richiesti. Un altro problema rappresentato dalla Rete è la totale assenza di un sistema di riconoscimento del valore dell’informazione. In base ai nostri profili social, infatti, ci vengono inviate informazioni che indirizzano, condizionandolo, il nostro modo di pensare.

Che dire poi di quegli strumenti ormai entrati nel nostro quotidiano come spid e pec? Ritenuti diavolerie informatiche dalle persone più anziane – per i quali non è stata predisposta un’attenzione doverosa nell’educazione all’utilizzo e ancor più nella condivisione dei vantaggi – si rivelano strumenti innovatici e dall’alto risvolto democratico, perché capaci di snellire la burocrazia e molte procedure di accesso o di semplice dialogo con la macchina pubblica.  

Abbiamo appreso molte informazioni utili per la nostra crescita di cittadini e abbiamo aperto uno squarcio sulla complessità della realtà che viviamo.

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Commenti

  • Maria P. (utente non verificato)

    La digitalizzazione, in realtà un grosso favore ai produttori di PC e alle compagnie telefoniche.