Ostetricia e Ginecologia del San Paolo, salgono i contagi tra il personale

© Ufficio Stampa ASL Bari
Nonostante la chiusura di quattro giorni, dal 17 novembre ad oggi i casi accertati sono diventati 23
Giovedì scorso avevamo dato notizia della chiusura di alcuni reparti dell’ospedale San Paolo di Bari, a causa della diffusione del contagio da Covid-19 tra il personale sanitario. L’ASL Bari aveva deciso di chiudere i reparti di Ostetricia e Ginecologia, Neonatologia e Pediatria per poter effettuare una profonda sanificazione e sottoporre a screening il personale. Ma i tamponi effettuati domenica scorsa hanno confermato la negatività di alcuni e rilevato la positività di altri. In particolare, il personale risultato positivo domenica 22 novembre è lo stesso risultato negativo al tampone eseguito il 14 novembre.
“Considerato che dal 14 al 18 novembre (data della sospensione delle attività, ndr) c’è stata promiscuità tra i positivi e i negativi rilevati in data 22, tra il personale sorge il timore che qualcuno dei negativi possa ancora essere in fase d’incubazione del virus. Non va quindi sottovalutato che dal 17 ad oggi, i contagiati sono diventati ben 23”, sottolinea Giovanni Stellacci della segreteria FP Cisl Bari.
Mentre la quarantena è stata notificata al personale tramite e-mail, la ripresa delle attività è stata comunicata solo verbalmente. Una decisione forse prematura, perché – per garantire la riapertura in sicurezza dei reparti – sarebbe stato più prudente attendere l’esito di quelli da ripetere domani, cioè sette giorni dopo l’ultima promiscuità.
Nel caso in cui dovesse verificarsi un’altra catena di contagi, si metterebbe a rischio la stabilità familiare del personale. Ma soprattutto sarebbero inevitabili ulteriori e più prolungate interruzioni del servizio.
Commenti
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Si tornerà a partorire in casa?
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Questo dimostra che le cosiddette sanificazioni, nonostante i costi, non servono a nulla visto che il virus si trasmette tra umani non dalle superfici, sulle quali sopravvive ben poco.
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Spero che prima a poi si cominci a vigilare sugli appalti per le cosiddette sanificazioni.







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