“Attento che cadi (dalla sedia a rotelle)!”

Mariella Vitucci
Le nuove sedie-banco a rotelle

Le “sedute innovative” volute dalla ministra Azzolina vengono consegnate a scuole chiuse, in questi giorni, a Bitonto

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L’ultimo capitolo della telenovela tragicomica dell’estate 2020 – i banchi singoli a rotelle dell’Azzolina – è la beffa della consegna a scuole chiuse, che sta avvenendo anche a Bitonto. In questi giorni vengono recapitate agli istituti della città vagonate di sedie rotanti color verde ramarro, che manderanno in pensione le care vecchie seggiole di legno usate da generazioni di studenti.

Questi “ambienti di apprendimento nuovi” (così ribattezzati dalla ministra dell’Istruzione, quando ci ha tenuto a collaudarli in diretta tv col suo autorevole fondoschiena) avrebbero dovuto “rivoluzionare la didattica”. Peccato che i tempi di consegna si siano allungati a tal punto da impedire ai nostri alunni di beneficiare di questa epocale svolta formativa, visto che nel frattempo l’anno scolastico in presenza – in Puglia – si è stoppato dopo appena un mese, per le notorie vicende legate al Covid e alle ordinanze del governatore Emiliano.

Questa consegna a scoppio ritardato delle sedie-banco a rotelle aggiunge un tassello surreale al mosaico horror che sta mettendo a dura prova la tenuta delle famiglie con figli in età scolare, costretti alla didattica a distanza in condizioni di privacy e tecnologia spesso precarie.

A questo punto, appaiono sbiadite e inutili persino le polemiche – pur sacrosante! – sulle “sedute innovative” e sullo spazio striminzito riservato a gambe e scrittoio (evidentemente concepito da chi ignora l’ingombro anche minimo di libro-quadernone, tralasciando astuccio-diario-e quant’altro). Come pure le perplessità dei fisioterapisti sulla mancata dinamica tra sedia e appoggio, che obbligherebbe ad una sola posizione senza possibilità di compensazione, e dunque ad una postura scorretta. E stendiamo un velo pietoso sui costi di questa “rivoluzione” da circa 300 euro a banco che, moltiplicati per i 2 milioni di pezzi ordinati dal Ministero dell’Istruzione, producono un colossale flop da 600 milioni di euro.

“Attento che cadi (dalla sedia a rotelle)!”, per dirla alla barese, è la sintesi perfetta di questa vicenda paradossale tutta italiana, dove insulsi dettagli hanno fatto trascurare il vero problema: come prepararsi alla recrudescenza del virus, che pure era stata prevista e annunciata dagli stessi esperti che ora impongono misure “drastiche ma necessarie” per contenere il contagio.

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Commenti

  • GIUSEPPE DEPALO (utente non verificato)

    COSE DA 5STELLE. PER PIETA' DI PATRIA NON PARLIAMONE PIU'.
    QUALCUNO HA DETTO CHE SE A COMANDARE SI METTE UN PULCINELLA POI NON CI SI DEVE LAMENTARE.
    L'AMERICA L'HA FATTO NEL 2016 E OGGI SI RISCATTA DOPO UN DISASTRO EPOCALE.
    OTTIMO PRECEDENTE ANCHE PER LA NOSTRA POVERA,DISGRAZIATA PATRIA.