Fridays for Future, in città la giornata di mobilitazione collettiva

La Redazione
Fridays for Future Bitonto

Il 29 novembre si terrà una marcia studentesca, a partire dalle 8.30 da piazza Cavour

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Di seguito la nota a firma del comitato Fridays for Future Bitonto, circa l’inziativa che si terrà il prossimo 29 novembre:

Siamo i ragazzi di Fridays for Future Bitonto, un movimento spontaneo e nato dal basso, ispirati dall’azione concreta di sensibilizzazione della sedicenne Greta Thumberg circa il contrasto ai cambiamenti climatici, che cerca di portare all’attenzione dell’opinione pubblica un problema (quello del riscaldamento globale) ogni giorno di portata superiore

Secondo il rapporto dell’IPCC (gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici dell’ONU) “Global Warming of 1.5°” del 2018 dobbiamo fermare l’aumento delle temperatura media terrestre a 1,5°C o si innescheranno reazioni a catena che non saremo in grado di controllare e che sconvolgeranno la vita sulla Terra.

Questa è una crisi senza precedenti nella storia dell’umanità, paradigma della necessità di risposte adeguate ad ogni livello istituzionale sia globale, nazionale e locale.

È con queste dovute premesse che il comitato FFF’s Bitonto indice una giornata di mobilitazione generale nella nostra città per il 29 Novembre, consapevoli che solo una presa di coscienza collettiva determinerà un cambio di rotta nelle abitudini del singolo e nelle relative politiche dei nostri rappresentanti democratici.

All’uopo la cittadinanza è invitata alla marcia studentesca che si riunirà in Piazza Cavour alle 8.30, proseguendo il suo cammino per le arterie della città adeguatamente predisposte dalle FF.OO, concludendo la manifestazione in Villa Comunale alle ore 11.30 ca., laddove le attività di sensibilizzazione proseguiranno, su impulso di associazioni e volontari, con dibattiti, banchetti ed attività socio-ricreative.

“I giovani non hanno bisogno di prediche, ma hanno bisogno da parte degli anziani di esempi di onestà, di coerenza, di altruismo”.

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Commenti

  • Franco (utente non verificato)

    Purtroppo la vicenda dell'Ilva di Taranto ci ha insegnato che la retorica ambientalista vale solo quando si parla di fumi in Amazzonia ma quando i fumi ce li abbiamo in casa allora conta di più la “continuità produttiva” con enormi costi per lo Stato. Resta solo il giochino per i ragazzi.