Decreto emergenze, gilet arancioni: «Vogliamo chiarezza, gli olivicoltori chiedono risposte»

La Redazione
La manifestazione dei gilet arancioni a Roma

«Ma se non dovessero arrivare notizie confortanti nelle prossime ore siamo pronti ad organizzare assemblee, a rimettere in moto i trattori e a occupare le strade e le piazze»

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«Vogliamo chiarezza e pretendiamo di sapere le motivazioni reali di questo ritardo incomprensibile nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto emergenze approvato in Consiglio dei Ministri ormai 21 giorni fa». Esordisce così il portavoce dei gilet arancioni, Onofrio Spagnoletti Zeuli.

«Ascoltiamo solo un silenzio assordante che mina la fiducia degli agricoltori nelle istituzioni e che farebbe perdere la pazienza anche ad una comunità di francescani. È inammissibile – continua – che manchi ancora il testo in grado di dare le prime risposte agli olivicoltori, prima di ulteriori modifiche migliorative durante il processo di conversione in legge. Prendiamo atto che a chiedere lumi su quanto accade a Roma in queste ore non sono solo i gilet arancioni, unici a pretendere provvedimenti urgenti, ma anche tutti i rappresentanti delle Regioni. L’urgenza è urgenza e come tale va trattata, bisogna fare in fretta.

La xylella, ad esempio, non aspetta i tempi biblici della burocrazia, così come le banche e tutte le scadenze che attendono le aziende nelle prossime settimane. Parteciperemo per rispetto verso le Istituzioni, ma soprattutto per rispetto verso i nostri frantoiani, le nostre cooperative, i nostri operai all’incontro di lunedì col Ministro Di Maio. Ma se non dovessero arrivare notizie confortanti nelle prossime ore siamo pronti ad organizzare assemblee, a rimettere in moto i trattori e a occupare le strade e le piazze. Basta».

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