‘Puglia x Zingaretti’, il Pd bitontino sostiene Zingaretti nella corsa a segretario

Tommaso Cataldi
Anna Mastronicola e Domenico De Santis (Pd)

Anna Mastronicola e Domenico De Santis spiegano le ragioni del sostegno all’ex governatore del Lazio

1 commenta

Si è svolto ieri sera presso il circolo bitontino del Partito Democratico l’incontro per promuovere la candidatura di Nicola Zingaretti come prossimo segretario nazionale del Pd, in un confronto interno al partito che vede contrapposti all’ex governatore del Lazio anche Maurizio Martina e Roberto Giachetti. Sono intervenuti Anna Mastronicola e Domenico De Santis, entrambi candidati nella lista “Puglia X Zingaretti” per l’assemblea nazionale.

Lavoro, scuola ed europeismo sono le linee programmatiche del nuovo corso targato Zingaretti, se diverrà segretario. «La scelta del segretario Zingaretti nasce dal programma che mette al centro il lavoro come questione fondamentale – sono le parole di Anna Mastronicola – rispetto a quella che è l’attuale linea di governo che, col reddito di cittadinanza, pensa di risolvere il problema lavorativo in Italia. In realtà, il lavoro dev’essere inteso come opportunità di reale di dare dignità ad ogni cittadino per poter essere produttivo per rimettere in moto politica ed economia reale. Fondamentale anche il percorso della scuola, da ripensare quella pubblica, anche in ottica di quella che è stata del vecchio governo del Pd. Bisogna rimettere al centro le figure di docenti ed alunni, creando reali opportunità di crescita e di formazione. Di pari passo, va il discorso della ricerca, per non permettere più la fuga dei cervelli. In caso di elezione di Zingaretti a segretario, ci sarà la possibilità di perseguire quella politica leale e solidale che da sempre il Pd ha condotto, una politica che vede liberà e democrazia come punti di forza di una politica italiana ed europea».

Secondo Domenico De Santis, Il Pd ha sbagliato a causa della sua autoreferenzialità e delle contestazioni da parte del mondo della scuola. «Il Pd è stato autoreferenziale, non è stato in grado di intercettare il sentimento popolare, ci siamo messi contro mondi storici come quelli di scuola, università e pubblico impiego: ad esempio 100mila persone sono state assunte con la riforma della scuola ma si sono rivoltati contro perché trasferiti a chilometri di distanza dalla loro terra. Per quanto riguarda il lavoro, era stato introdotto il Jobs Act che ha sì aumentato i posti di lavoro ma ha anche diminuito i diritti dei lavoratori».

Cosa fare in futuro per tornare ad essere una forza politica importante? «Bisogna ricostruire una coalizione attorno al Pd – è la risposta di De Santis –, non esiste più il capo che comanda, tutti sono i benvenuti, siamo una squadra e dev’esserci un sistema in cui si ritorna a stare in mezzo ai cittadini e si ricostruisce una piattaforma programmatica con al centro i più deboli. L’opposizione non dev’essere per forza contrapposta ma critica ed entrando nel merito dei provvedimenti: dobbiamo aprire le nostre porte per far entrare aria nuova».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!