Il M5S di Bitonto interviene sulla sicurezza, Michele Abbaticchio replica

© n. c.
Gli attivisti del movimento parlano di “polemica strumentale che ha solo finalità politiche”. Il primo cittadino li accusa di falsità
Il M5S di Bitonto è intervenuto sulla “querelle Salvini-Abbaticchio”, all’indomani della lettera inviata dal nostro primo cittadino al Ministro dell’Interno.
I grillini bitontini non usano mezze misure e, in un comunicato stampa inviato alle testate locali, si scagliano contro Abbaticchio, affermando che quella venuta a crearsi è una “polemica strumentale che ha solo finalità politiche“.
Di seguito il contenuto del comunicato del M5S Bitonto:
“È un sindaco inquieto quello che si legge in questi giorni sui social di ogni genere sulla questione sicurezza. Stranamente dopo anni di silenzio, ha avuto un sussulto. La sua goffa minaccia di lasciare la fascia tricolore ove non fossero inviati rinforzi alle forze dell’ordine, dopo che alcuni balordi hanno forzato la vetrina di un esercizio commerciale di via Matteotti, ha ricevuto pronta risposta da parte del Ministro dell’Interno che ha rassicurato il nostro primo cittadino sulla soddisfazione di tale richiesta con l’aggiuntivo impegno di organizzare un vertice specifico per Bitonto.
Del resto si sapeva che l’operazione Minniti era temporanea e prima o poi quegli uomini in più sarebbero stati spostati per altre emergenze. È una polemica strumentale che ha solo finalità politiche. Nessun vantaggio DUREVOLE per i cittadini. C’è bisogno di un piano strutturale dedito ad una copertura più organica del territorio così come proposto da noi.
Peccato però, che sia lui che il PD locale, il quale ha dichiarato pubblicamente pieno appoggio al sindaco, non abbiano fatto altrettanto dopo le ripetute sparatorie e rapine avvenute in città (Piazza Partigiani d’Italia, via Lazzati il giorno della festa dei Santi Medici, e le aggressioni ai danni degli esercenti ne sono gli esempi più manifesti), quando al governo nazionale c’erano i partiti amici. Allora tacevano anche in condizioni di emergenza e di grande pericolo per tutta la cittadinanza. Infatti solo con la morte della signora Tarantino, il Ministero degli Interni non ha potuto far altro che intervenire. Prima di allora, come già detto, nonostante gli innumerevole episodi criminosi, a vigilare sul territorio vi era una sola macchina della polizia. Oggi, che di auto ne girano tre, Abbaticchio ed il PD hanno l’ardire di protestare.
Un atteggiamento da oscar dell’incoerenza. Del resto Abbaticchio si è sempre contraddistinto più per la sua stoffa da vecchio politicante cristianodemocratico, con grande predisposizione alla creazione del consenso attraverso forme consociative, che per le qualità di amministratore. È vicepresidente di Avviso Pubblico ma poi non si costituisce parte civile nel processo contro i pistoleri di Piazza Partigiani d’Italia. Aveva un prefetto per amico ma non è riuscito ad ottenere un aumento dell’organico delle forze dell’ordine.
Nessun progetto sulla prevenzione, anzi in una città con un’altissima percentuale di microcriminalità, toglie fondi per i ragazzi con problemi di devianza e li destina alle feste. Negli anni, noi attivisti 5 Stelle abbiamo proposto l’uso del ‘Key Crime’, l’organizzazione di tavoli di coordinamento tra tutti i corpi di polizia presenti in città per avere un controllo del territorio più organico, l’utilizzo di forze private non armate in supporto delle forze dell’ordine, ma è stato come parlare al muro. Per non parlare della totale inadeguatezza della gestione della Polizia Municipale che fa capo direttamente all’amministrazione comunale .
Non si vedono vigili urbani adibiti al controllo del territorio. Il sindaco preferisce le iniziative spot alla soluzione dei problemi. Tanto al ministero questo non lo sanno. Ma ancora per poco, perché noialtri lo sappiamo bene… E presto lo faremo arrivare in quella sede, finalmente senza filtri che ne possano condizionare la realtà“.
Immediata la replica di Michele Abbaticchio che, con un post apparso su facebook, ha dichiarato:
«Sono talmente tante le falsità’ di questo comunicato (“fondi per la devianza sottratti a feste”, “non ha mai chiesto aiuti sulla sicurezza prima”, “consenso attraverso forme consociative”, etc) che, unitamente ad altre falsità su di un manifesto su Asv che gira in città, mi fa pensare a tante cose. Ma non abbiamo tempo per litigare tra noi bitontini.
Come ho ripetuto più volte, ho chiesto un aumento strutturato dell’organico al Ministro, non il mantenimento di natura straordinaria del contingente inviato dal suo predecessore.
Mi dispiace per qualcuno ma Bitonto, Mariotto e Palombaio ne hanno diritto in virtù di un territorio esteso e strategico per qualsivoglia economia. Aspetto la risposta concreta del Governo, non arretro: c’è una vittima innocente sull’altare di una decisione necessaria».
E ancora:
«A chi ha inteso strumentalizzare anche in questa delicata occasione, vorrei spiegare una cosa che mi è stata insegnata tempo fa. Il Ministro Salvini rappresenta lo Stato in questo momento. La corrispondenza ufficiale (per tramite della Prefettura ) tra un Sindaco ed il Ministro deve, necessariamente, esimersi dal dibattito politico in corso (tra il mio movimento ed il suo, per esempio) e restare sul piano operativo di servizio alle comunità.
Ecco perché alcune riflessioni, politiche, non vanno messe su un tavolo istituzionale ma nelle sedi (anche social o televisive) del caso. La richiesta istituzionale, scevra dalle suddette riflessioni, è sempre la stessa: Ministro, Bitonto ha diritto ad un aumento strutturato dell’organico delle forze dell’ordine.
L’ho già detto: non lasciate che sia solo la battaglia di pochi bitontini, ma sia la battaglia di tutti, anche alla luce di quanto recentemente accaduto. È il mio pensiero ma, sono convinto, la necessità avvertita dalla grandissima maggioranza della nostra Comunità».
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