Cenacolo dei Poeti aderisce alla campagna “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”

La Redazione
Don Ciotti

Oggi don Luigi Ciotti invita ad indossare una maglietta rossa “per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà”

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Anche l’associazione culturale Cenacolo dei Poeti aderisce alla campagna “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”, lanciata da don Luigi Ciotti, presidente di Libera Nazionale e gruppo Adele, per incitare realtà associative, enti e cittadini ad indossare una maglietta rossa “per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà”

Il rosso è il colore dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche.

«Un’associazione che cita nel proprio statuto valori come la libertà e l’uguaglianza, che ha come oggetto l’organizzare iniziative di divulgazione poetica, pur restando apolitica, se non si collega alla realtà e all’attualità, almeno rispondendo ad appelli giunti da personalità forti come don Luigi Ciotti, rischia di rinchiudersi in una dimensione puramente estetica, fine a se stessa» fa sapere Nicola Abbondanza, presidente del “Cenacolo dei Poeti”.

«Senza nulla togliere – continua – ai poeti parnassiani, ai minimalisti distanti dal soggetto della narrazione, agli esteti disimpegnati, che sono la stragrande maggioranza di chi ruota attorno alle nostre iniziative, senza voler insistere su aspetti sociali della poesia, ci sembra il momento di sostenere l’appello di don Luigi Ciotti sia indossando una maglietta rossa come il piccolo Aylan e tanti altri piccoli innocenti bambini, sia diffondendo i versi di quello che noi consideriamo un grande poeta, Francesco Tanzi.

Nato ad Adelfia nel 1939 ed autore di centinaia di poesie pubblicate tra cui le raccolte “Il mare/la roccia”, “Tutti figli di Barabba”, “La saggezza della follia”, alcune delle quali trasformate in canzoni presenti su Youtube, le opere di Tanzi, pur nella loro brevità, non sono mai banali, sempre incisive e incentrate sulla realtà, pur nella loro dimensione paradossalmente onirica.

Come in fondo appare oggi la realtà se la si guarda con distacco, come si guarda per esempio la cronaca estera. Invitiamo quindi – conclude Abbondanza – a leggere questi versi brevissimi ma potenti nella loro linearità».

Bambino di foresta (di Francesco Tanzi)

Bambino

di foresta

hai gridato

i tuoi vagiti

vitali

alla savana

aperta

ed assolata

hai salutato

il baobab

e gli alberi

della foresta

col pugno

della conoscenza

hai attraversato

l’oceano

minaccioso

in groppa

a tua madre

in lotta

con la morte

liquida

la fine

della tua fuga

in una scatola

di grattacielo

con poco spazio

con poca aria

con poca luce

lontano

dagli alberi

lontano

dal respiro

lontano

dalla libertà.


L’appello

“Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini”.

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