​”Thisisyourdigitallife”, class action per gli utenti pugliesi che hanno scaricato l’app

Nicola Palmiotto
La vicenda Cambridge Analytica

L’azione del Codacons nell’ambito della vicenda Cambridge Analytica, punta al risarcimento per illecito utilizzo dei dei personali. Come trovare la app

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Avete utilizzato l’applicazione di Facebook “Thisisyourdigitallife”? Allora potete partecipare alla class action promossa dal Codacons che punta a far ottenere ai cittadini il risarcimento del danno per illecito utilizzo dei propri dati personali. A lanciare l’appello indirizzato agli utenti pugliesi è proprio il coordinamento delle associazioni dei consumatori, che ha effettuato un esposto per verificare eventuali pratiche commerciali scorrette, a seguito del quale la Procura della Repubblica di Roma e l’Antitrust hanno aperto un’istruttoria. La vicenda si inserisce nell’ambito dell’affaire Cambridge Analytica, la società che in modo surrettizio si sarebbe impossessata dei dati di milioni di utenti Facebook per utilizzarli per altri fini.

COS’È CAMBRIDGE ANALYTICA È una società che analizza i dati degli utenti dei social per fornire ai propri clienti strategie di marketing. Si chiama in gergo profilazione, ovvero capire gusti, atteggiamenti, inclinazioni delle persone per poter inviare loro messaggi, di solito commerciali, il più possibile mirati. Il problema è venuto fuori a seguito delle rivelazioni di Christopher Wylie, ex dipendente della società, che ha ammesso che Cambridge Analytica, attraverso una app terza, “Thisisyourdigitallife”, avrebbe utilizzato dati di milioni di utenti (se ne stimano 50) violando le policy previste. Quando si utilizza un’app in genere si dà il proprio consenso all’uso dei dati personali (quel famoso “Accetta” che sta in fondo ad un lungo messaggio che mai nessuno, compreso chi vi scrive, legge).

“Thisisyourdigitallife”, un’applicazione utilizzata da 270mila persone che prometteva – scrive il Post – “di produrre profili psicologici e di previsione del proprio comportamento”, estendeva questa raccolta dati anche agli utenti “amici” di colui che aveva usato l’app. Il problema si è verificato quando l’applicazione ha condiviso queste informazioni con Cambridge Analytica violando le regole di Facebook. Dati che pare siano stati usati per operazioni con fini diversi da quelli commerciali, ovvero inviare messaggi mirati durante la campagna elettorale di Donald Trump alle presidenziali americane o quella per la Brexit. Nell’occhio del ciclone è finito anche Facebook, con l’accusa di non aver vigilato su queste pratiche o quantomeno di averle taciute. Tanto che lo stesso Mark Zuckerberg ha pubblicato su alcuni giornali una lettera di scuse.

COME TROVARE L’APP Per sapere se anche voi avete usato l’applicazione basta cliccare sulla freccia in alto a destra del vostro profilo Facebook (quella subito accanto al punto interrogativo), poi cliccare su “impostazioni” e poi, nel menu che compare a sinistra, su “app e siti web”. E qui si apre un mondo. Infatti vi accorgerete di avere probabilmente tante app, di cui magari vi sarete dimenticati, a cui molto avete dato il permesso di vedere i vostri dati. Di per sé questo non è un fatto gravissimo, è semplicemente il mondo in cui viviamo, quello per cui cerchi un paio di scarpe in rete e poco dopo ti trovi dappertutto pubblicità di scarpe. Il cocktail però può diventare esplosivo se a questo si aggiunge la troppa faciloneria nell’uso dei social network da parte degli utenti e soprattutto una certa incapacità nel discernere i messaggi o le informazioni veicolate. Ma questo è un altro problema, purtroppo altrettanto drammatico se non di più, della vicenda Cambridge Analytica.

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