Auto storiche ed auto di interesse collezionistico: differenze

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Quando si parla di assicurare le auto storiche, si confonde questa tipologia di auto con le auto di interesse collezionistico
Molto spesso, quando si parla di assicurare le auto storiche, si confonde questa tipologia di auto con le auto di interesse collezionistico. D’altronde, si sa, nel parlato capita assai di frequente di confondere una cosa per un’altra, soprattutto se queste due entità appartengono allo stesso settore e sono facilmente confondibili.
Ma qual è il criterio in base al quale le auto d’epoca vengono distinte da quelle di interesse collezionistico? La risposta a questa domanda è molto semplice: mentre le auto di interesse collezionistico sono solamente quelle auto che possiedono un’età superiore ai 30 anni, mentre le auto storiche sono identificabili come quelle vetture che, a prescindere dalla loro età anagrafica, possono essere iscritte nel registro ASI per i seguenti motivi:
– sono state utilizzate durante eventi conosciuti ed importanti;
– sono state progettate per far parte di gare o competizioni di caratura internazionale o mondiale;
– appartenevano a personaggi famosi.
Stiamo parlando, insomma, di automobili speciali che sicuramente possono essere ricordate non tanto per la loro longevità, quanto per il loro valore dal punto di vista storico-culturale e sociale.
Ma secondo quale criterio è possibile iscrivere la propria automobile al registro ASI? Scopriamolo insieme nel prossimo paragrafo!
Iscrivere la propria automobile nel registro ASI: obbligo o optional?
Molto spesso i proprietari delle auto storiche non sanno se iscrivere al registro ASI (Automobilista Italiano Storico) la propria vettura. Perchè? Diciamo che a tal proposito esistono opinioni discordanti fra lo Stato, l’Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione e le Regioni.
Le prime tre istituzioni sopracitate si sono recentemente pronunciate contro l’obbligo di iscrizione al registro ASI, in quanto la ritengono inutile: nel momento in cui una vettura rispetta i requisiti richiesti per essere considerata storica, infatti, basta presentare il certificato di iscrizione al proprio registro e quello di adesione ad uno dei club affiliati, e non è necessario che un ente privato (per l’appunto, l’ASI) rilasci un’ulteriore certificazione. Tuttavia, a contrasto con questa teoria ci sono le Regioni, le quali si sono schierate affianco dell’ASI e continuano a richiederne i pagamenti ai proprietari di auto storiche.
Un problema fondamentale riguardante l’assicurazione di auto storiche risiedeva soprattutto nel troppo lassismo di cui gli organi che possedevano competenza in materia venivano accusati. Di che cosa si tratta? La risposta è molto semplice: l’ASI è stata più volte accusata di classificare come auto storiche dei veri e propri rottami in grado di trasportare una persona da un luogo all’altro solamente perchè avevano un’età anagrafica compresa fra i 20 ed i 30 anni. Il risultato di questo approccio (considerato di manica eccessivamente larga) risiede nell’aumento del rischio di incidenti stradali, in quanto il corretto funzionamento e la sicurezza di queste vetture non sono stati verificati e ciò ha portato all’incremento dei pericoli per gli utenti della strada.
Dato che in questi ultimi anni la materia dell’assicurazione dell’auto storica (info su http://www.qualeconviene.it/polizze/polizze-auto-storiche/) e dell’auto di interesse collezionistico è diventata sempre più complicata, la parola è passata allo Stato, il quale, tramite la risoluzione n.4 dell’1 aprile 2015, ha deciso che la tassa relativa alla circolazione dell’auto rientra nell’ambito di competenza dello Stato e non più delle Regioni. Pertanto, anche se le Regioni avranno la possibilità di cambiarne le aliquote entro i limiti stabiliti a norma di legge, a queste sarà impedito di esonerare i proprietari di un’auto storica il pagamento del bollo. In sintesi, anche i proprietari di una vettura storica dovranno sempre pagare il bollo auto. Attualmente la tassa di circolazione annua per i veicoli storici varia, a seconda delle Regioni, fra i 25,82 ai 28,40 euro per le automobili e fra i 10,33 agli 11,16 euro per le moto. Per quanto riguarda i veicoli di interesse collezionistico di età anagrafica compresa fra i 20 ed i 30 anni, essi verranno trattati alla stessa maniera dei veicoli normali e pagheranno la loro stessa imposta di circolazione.
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