Assegni di cura, Damascelli: «Meno burocrazia e più risorse per garantire assistenza»

La Redazione
Assistenza socio sanitaria

Il consigliere regionale di Forza Italia chiede l’incremento dei fondi destinati a soddisfare le esigenze dei cittadini non autosufficienti come Mimmo, affetto da amiotrofia spinale

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«L’assegno di cura va garantito a tutti i cittadini pugliesi con gravissime non autosufficienze che ne hanno diritto, perché per molti di essi rappresenta un sostentamento irrinunciabile. Servono meno burocrazia e più risorse per assicurare questo contributo regionale a chi ne ha davvero bisogno». Così Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia.

«I fondi stanziati dalla Regione bastano a soddisfare solo un quarto delle richieste pervenute tra il primo settembre e il 6 ottobre 2017. Le risorse per gli assegni di cura – sottolinea Damascelli – vanno incrementate, ed è necessario attivare quanto prima una seconda finestra per la presentazione delle domande, com’era stato annunciato in caso di economie residue. Sono tantissimi i cittadini che attendono questa seconda possibilità. E, oltre al danno, la beffa: c’e chi – come Mimmo, un giovane barese affetto da amiotrofia spinale – pur beneficiando già dell’assegno, si ritrova incredibilmente tagliato fuori per un assurdo iter burocratico, che costringe persone affette da patologie da cui non si guarisce, a sottoporsi ogni anno alla vessazione di pratiche per dimostrare una condizione di malattia che non può essere migliorata nel frattempo. Il suo è un caso eclatante, ma ci sono tanti pugliesi che, come lui, fanno affidamento su questa misura per ricevere cura e assistenza».

«È necessario – prosegue il consigliere Fi – che il Governo regionale s’impegni a snellire le procedure burocratiche e amministrative, e soprattutto a reperire nuove risorse per assicurare alle persone più fragili quantomeno l’assistenza primaria, considerato che già la sanità pubblica non brilla in termini di investimenti sui Lea. Aprire una seconda finestra e accogliere nuove domande per gli assegni di cura, tutelando comunque il diritto acquisito da chi è già in graduatoria, allargherebbe la platea dei potenziali beneficiari, esclusi per iter burocratici o per inadeguatezza dei fondi disponibili».

«Prendersi cura delle persone gravemente non autosufficienti è un dovere morale della Regione Puglia. Non è solo questione di welfare – conclude Damascelli – ma di civiltà e umanità. E non si indugi oltre per porre rimedio al caso di Mimmo».

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